Cosa non può succedere in mille giorni. Tutto, fuorché ciò che è accaduto stasera al Bernabeu, dove l’Ajax ha battuto il Real Madrid con un parziale di 4 reti a 1 ribaltando il risultato dell’andata che aveva visto i blancos trionfare 2-1 sugli olandesi.
Dopo mille giorni il Real sa che non sarà più campione in carica della UEFA Champions League. “Who needs Ronaldo“, si diceva nell’ultimo periodo di questi mille giorni, e su CR7 la situazione è cambiata repentinamente, soprattutto considerando la percezione del tempo in casa Real dove tutto da tre anni a questa parte è sempre stato uguale, immobile. I tempi però sono cambiati. E’ stato Modric a girare la clessidra prima ancora di Lasse Schøne, al 72′ del match di questa sera. Lo aveva detto il pallone d’oro, di sentire la mancanza del contendente a cui l’ha strappato quest’anno.
A strappare senza scrupoli la partecipazione agli ottavi alle merengues invece ci ha pensato l’Ajax, che ha ridotto il Bernabeu al silenzio dopo molto tempo.
L’amarezza comincia ad essere un sentimento scomodamente ricorrente in casa blancos. Perché quando un tifoso madridista perde due classici facendosi eliminare dal Barça in Copa del Rey pensa probabilmente che Ronaldo sotto la Mole o il saluto di Zidane non siano poi la cosa peggiore, ma poi alla fine le cose sono strettamente correlate.
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