L’Italia ha vinto facilmente, più che facilmente, la seconda partita di qualificazione europea. Troppo facile con il Liechtenstein, che non ha mai opposto resistenza e dopo essere rimasto in dieci si è messo lì’, a ridosso dell’area di rigore ad aspettare gli azzurri.
Ha imperversato Spinazzola, ha segnato ancora Kean, Quagliarella ha battuto il record del gol più anziano in azzurro, Pavoletti è entrato ed ha trovato subito la soddisfazione della rete. Insomma, è stato così tanto facile da impedire di poter dare un giudizio sugli azzurri, che hanno faticato anche meno di un allenamento. Ma anche se la serata, come detto, non permette di fare bilanci anche parziali, c’è da dire che – pur nella facilità della circostanza – è piaciuto in particolare Verratti, che non è né uno dei tanti giovani lanciati da Mancini e né – come nel caso di Quagliarella – uno dei ripescati. Lui c’era anche nella nazionale passata, ma in tanti si erano spinti a dire che non fosse un giocatore adatto per l’azzurro. La sensazione, al di là naturalmente del gol, è che invece proprio lui possa essere una delle colonne di questa squadra che cresce. Dell’Italia che… Verratti.
Alessandro Vocalelli
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