Nel grande stadio nel bosco di Francoforte non si vede un bellissimo calcio. L’Inter ne esce con lo zero a zero, buono, ma non buonissimo. Al ritorno dovrà fare una partita tattica, attenta. Subìre una rete sarebbe una brutta storia.
Nel primo tempo più Inter, nel secondo più Eintracht, con la squadra italiana apparsa stranamente stanca. L’episodio determinante nella prima frazione. Lautaro, come il più smaliziato degli italiani, va sulla palla, rallenta, si fa sfiorare alle spalle e cade. Rigore, ma un errore dell’arbitro, un regalo. Che l’Inter educatamente rifiuta. Non tira Lautaro, non tira Perisic, tira invece Brozovic e non si capisce come mai. Non sembra il tipo giusto. E così la mette banalmente di piatto e rigore parato.
Eintracht con difesa a tre e Inter con tre attaccanti, uno dei quali, Positano, largo sulla destra per far uscire uno dei difensori avversari. Nel vuoto si lancia spesso Vecino, abile, come è noto, negli inserimenti improvvisi.
Questa l’idea, che funziona per un tempo. Poi esce la squadra di casa che ricordavamo più forte. Si finisce comunque con l’Inter chiusa in camera e con Handanovic protagonista.
Si è fatto male Perisic. Al ritorno non ci saranno per squalifica Lautaro e Asamoah. Icardi, in effetti, potrebbe far comodo.
Roberto Renga
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