Si scrive Cristiano Ronaldo, si legge fortuna

Si va in ferie e mai come adesso la Juventus ne sente il bisogno. Partita e vittoria sofferta, cinquantatre punti sono un patrimonio enorme ma la squadra bianconera ha bruciato energie in dosi industriali per battere una Sampdoria lucida, pratica e anche bella, bloccata nel pareggio finale dal Var, lo stesso Var assoluto protagonista degli altri due gol della partita, i due rigori rivisti al monitor prima della decisione conclusive. Il calico robot mette ansia e spezza il ritmo di molte partite, la vivisezione di ogni giocata porta all’esaurimento nervosa di calciatori, allenatori e pubblico, la suspense del tempo che intercorre tra l’episodio in discussione e la visione dello stesso è un inedito in questo gioco che per oltre un secolo ha riempito stadi e passioni.

La Juventus di questa ultima giornata del duemila e diciotto non è stata molto diversa da se stessa ma avendo un fenomeno, al secolo Cristiano Ronaldo, può godere di un vantaggio iniziale che viene concesso ai ricchi e ai privilegiati. Il portoghese non sente affatto il peso degli anni, la fatica, semmai, ha intossicato Mandzukic, ieri in affanno nell’ordinaria amministrazione, e con lui la zona centrale bianconera, là dove Emre Can e Matuidi hanno corso spesso a vuoto, accentuando la confusione invece di disegnare la disciplina e, al loro fianco, Pjanic si è limitato al passeggio più che al passaggio.

Ottimo e abbondante Dybala, uomo ovunque e,come al solito, perfetto Chiellini che ha dovuto arginare Quagliarella, di certo in questa fase del torneo, il miglior attaccante italiano ma non soltanto per il gol (da nove giornate consecutive) ma per l’intelligenza tattica e il supporto ai compagni. Giampaolo ha costruito una squadra che non spreca un Pallone che sia uno, palla a terra, gioco compatto e soluzioni finali nei piedi e nella Potenza di Quagliarella. Ovviamente si discuterà a lungo delle decisioni prese dall’arbitro a conferma che l’introduzione del Var non ha cambiato di una virgola, anzi ha peggiorato certe menti già tossiche e contagiose. L’anno è finite, il campionato non ancora. Ma andare a prendere questa Juventus è sempre un’impresa che pochi possono raggiungere. 

Tony Damascelli