Manovra, si comincia

Posta la fiducia sulla manovra, entro domani si dovrebbe avere l’approvazione del provvedimento alla Camera. Secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, oggi alle 17:30 inizieranno a Montecitorio le dichiarazioni di voto sulla fiducia, seguite alla 18:50 dal voto di fiducia sul provvedimento perché sia ottenuta l’approvazione senza emendamenti e articoli aggiuntivi del testo predisposto dalla commissione Bilancio. Poi – la settimana prossima – toccherà al Senato dove si annuncia qualche novità, tra cui il taglio alle pensioni d’oro dal 25 al 40%.

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Insomma, per approvare la manovra si profila una maratona ininterrotta. Ancora con la spada di Damocle della procedura d’infrazione dell’Europa. Ma, ha assicurato Di Maio, “dalle interlocuzioni che stiamo avendo” con Bruxelles, l’Europa si aspetta “una manovra che voglia abbassare il più possibile il debito pubblico. E il debito pubblico non si abbassa con l’austerity. La trattativa è in corso ma non ho sentito né da una parta né dall’altra un attaccamento ai numeri o alle percentuali” ha detto il vicepremier.

PROVVEDIMENTI – “Il taglio alle pensioni d’oro entrerà nella legge di bilancio al Senato, la settimana prossima – ha detto Di Maio -. E quindi passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d’oro”. Durante un vertice a Palazzo Chigi tra Conte e i vicepremier (assente il ministro dell’Economia Giovanni Tria) in merito agli emendamenti alla manovra, “abbiamo affrontato alcune questioni da portare nella legge di bilancio al Senato” ha spiegato il ministro del Lavoro.

QUOTA 100 E REDDITO – Di Maio ha ribadito che i tempi “restano confermati: a febbraio pensione minima alzata a 780 euro a tutti i pensionati in difficoltà, le pensioni di invalidità a 780 euro per tutti i disabili in difficoltà. A febbraio parte quota 100 per coloro che non potevano andare in pensione a causa della Fornero e a marzo si parte con il reddito di cittadinanza per trovare lavoro a tanti ragazzi”.

PACE FISCALE – Di Maio ha poi spiegato che il ritorno della pace fiscale nella legge di bilancio al Senato “era già negli accordi per il decreto fiscale, non abbiamo fatto in tempo a metterlo nel dl ma l’obiettivo è aiutare chi è nelle grinfie del fisco e non riesce a uscirne. Per farlo lo facciamo anche con il saldo e stralcio che era anche nel programma del M5S del 2010”.

IL VOTO – L’esito del voto di fiducia sull’articolo 1 si conoscerà intorno alle 20:15 di oggi, dopodiché inizieranno le votazioni degli articoli da 2 a 19. Tuttavia, pur avendo stabilito una tabella di marcia, i gruppi non si sono messi d’accordo sui tempi: di conseguenza si sta in aula fino a mezzanotte e si riprende sabato mattina ma non si sa ancora a che ora. ‘Nessuna ipotesi di chiusura’ ha chiarito il portavoce del presidente, Carlo Passarello. Martedì 11, alle 14, comincia l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità del decreto fiscale.