Il ministro Costa fa il punto sull’ambiente

Il ministro dell'Ambiente Costa interviene in trasmissione e dialoga con Mario Tozzi di riserve marine, di fiumi e della situazione dei rifiuti a Roma

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23/07/2018 Giffoni. Giffoni Film Festival 48 Edizione, photocall. Nella foto Sergio Costa Ministro dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Un giorno speciale di oggi si chiude con una chiacchierata telefonica con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Costa, dopo una laurea in Scienze agrarie, si è distinto nella Forestale e in Polizia. In trasmissione dialoga con Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico e saggista (vanta tra le sue collaborazioni il National geographic). Una curiosità su Tozzi: esiste un asteroide che si chiama come lui.

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Tozzi: «Io partirei dal mare, dal punto di vista dell’inquinamento e dell’overfishing, l’eccesso di pesca. Una delle cure è l’istituzione di aree protette, le vorrebbero anche di altura, ma partiamo con la costa. Il progetto a che punto sta?»

Costa: «Ho in firma 66 decreti per l’istituzione di aree protette. In questo percorso è mio fermo intendimento istituire nuove aree marine protette, e non solo marine. Le stiamo facendo e le vorremmo rendere un po’ più ampie. In Italia, rispetto al Sud della Francia e alla Spagna, le abbiamo piccine e questo non aiuta la tutela del mare. Ci sto lavorando in questi giorni».

Tozzi: «Ci sono poi i Sic (Siti di Importanza Comunitaria), cioè delle aree tutelate per particolare ricchezza e diversità. Come si scioglie il fatto che le comunità locali le vedono come vincolo e non come opportunità?»

Costa: «Parlare con le comunità e far capire come queste possono diventare un valore aggiunto. Magari ci vuole anche un pizzico di tempo in più per questo lavoro, ma poi c’è condivisione».

Tozzi: «È un programma ambizioso e sono contento, perché ce n’è un gran bisogno. Quando le protezioni però sono solo nominali succedono cose che non dovrebbero accadere. Ci sono abbastanza uomini per evitare che accada?»

Costa: «Per i Sic ci affidiamo alle capitanerie di porto. Il ministro Toninelli ne ha la gestione, e sono fondamentali perché ci danno anche le garanzie di polizia giudiziaria che talvolta sono necessarie».

Tozzi: «Nella regione Lazio e a Roma qual è la situazione rifiuti

Costa: «Noi com’è notorio abbiamo costituito una cabina di regia al Ministero dell’Ambiente, che fa da pontiere tra le necessità del Comune e la regione Lazio. Mi sto incontrando con la sindaca da una parte e con Zingaretti dall’altra e noto che le posizioni si stanno avvicinando. Ci sono delle buone notizie: la chiusura dell’inceneritore di Colleferro e la possibilità di risolvere l’emergenza rifiuti in collaborazione con la regione Abruzzo».

Tozzi: «Siamo in grado di affrontare le tematiche di recupero della qualità delle acque dei fiumi? Penso ad esempio al fiume Sarno, uno dei più inquinati».

Costa: «Ci stiamo muovendo. Sul Sarno si sta approvando un piano specifico per iniziare finalmente questo percorso. I fiumi sono questione più ampia, perché se il fiume è inquinato allora lo è anche il mare e diventa questione europea. Per questo sono andato fisicamente a Bruxelles e ho parlato col commissario Carmeneo Bella per ottenere l’accesso a dei fondi per i depuratori. Il mio impegno è quello di fare, qualcun altro deve prendersi l’impegno di gestire questi fondi».

Tozzi: «L’impresa di occuparsi di ambiente in Italia si sta rivelando troppo faticosa o era questo che si aspettava?»

Costa: «Proprio ieri mi intervistava il dottor Rizzo a Repubblica e mi diceva ma chi te l’ha fatto fa’. All’epoca mi dissero: tu hai sempre cercato il colpevole, ora puoi farlo e devi accettarlo. Così ho accettato il compito. Poi spero di essere all’altezza, o comunque ce la sto mettendo tutta. Ve lo posso assicurare».