Wimbledon: Djokovic batte Federer, secondo successo a Londra

Day Thirteen: The Championships - Wimbledon 2014
Novak Djokovic è il re di Wimbledon 2014 dopo una partita memorabile: ha battuto Roger Federer 6-7 6-4 7-6 5-7 6-4 in 3 ore e 56 minuti, bissando il successo già ottenuto sull’erba londinese nel 2011. Da domani il serbo torna numero uno del mondo, il giusto premio per un successo che viene dopo tre finali Slam perse consecutivamente.
PRIMO SET — Comandano i servizi e nessuno dei due giocatori concede palle break. Djokovic, in particolare, fino al tiebreak ottiene addirittura il 90% di punti quando mette la prima, Roger fa più fatica, soprattutto quando deve giocare la seconda e contrare la micidiale risposta di Nole, però il suo gioco aggressivo, anche con il serve and volley, impedisce all’avversario di prendere ritmo. Tuttavia, c’è un dato significativo: lo svizzero quando lo scambio è più lungo di 10 tiri ottiene sei punti su dieci, sintomo di una presenza fisica e tecnica di grandissimo livello. Il tiebreak non può che essere la logica conclusione, Federer sale 4-2 ma si fa rimontare, annulla due set point con un dritto vincente sulla riga e un ace, poi sull’8-7 contro, Djokovic spara in rete un dritto.
SECONDO SET — Gongolano i tifosi di Federer (la maggioranza) e anche nel Royal Box il principe William e Kate Middleton sembrano apprezzare l’esito del primo set. Come spesso accade doppo aver speso tonnellate di adrenalina, la tensione scema leggermente e nel primo game Federer concede una palla break, ma si salva grazie a un dritto lungo di Nole. Nel terzo game, però, un suo doppio fallo e un passante incredibile di Djokovic consegnano al serbo il break che porterà fino alla fine.
TERZO SET — La partita è sempre equilibrata, Federer mette addirittura 13 ace nel parziale, tra cui quelli del perfect game nel nono gioco, in cui Djokovic non tocca mai la palla sul servizio dello svizzero. Sul 5-5, però, Nole si procura due palle break che Roger annulla ancora con servizi vincenti, prima di mettere i due ace per il 6-5. Altro tiebreak, e non può essere altrimenti: sul 4-3, Federer manda fuori di un metro un dritto a campo aperto, poi con un rovescio tagliato fuori consegna il set all’avversario.

QUARTO SET — In pochi, a questo punto, pensano che Federer possa sostenere fisicamente il peso di una partita nella quale deve vincere altri due set per imporsi. Anche perché il canovaccio è cambiato, adesso è Nole, che continua a servire con percentuali altissime, a controllare gli scambi, in particolare quelli prolungati. Un dritto lungo di Roger dà il break al serbo nel quarto gioco e la partita sembra in ghiaccio per il numero due del mondo. Ma è da questo momento che la sfida assume i toni, atletici, tecnici ed emozionali di una battaglia tra giganti. Lo svizzero, infatti, si ribella subito al destino perdente e con un dritto incrociato che lascia di sale Novak recupera immediatamente il break. Riperde il servizio, Djokovic sale 5-2, prende a sua volta un break ma sul 5-4 e servizio Federer si procura il primo match point, nnullato con un ace corroborato da Hawkeye. L’occasione sciupata svuota psicologicamente il serbo, che con quattro gratuiti perde a zero la battuta nell’11° game e consente a Roger di servire per il set: 7-5, dopo tre ore e 12 minuti è tutto da rifare. Il Centre Court ribolle di brividi intensi.

QUINTO SET — Ora la partita è straordinaria, da fondo Djokovic spesso è una sentenza quando ha il tempo di spostare l’avversario, ma Federer, ormai senza nulla da perdere, torna a mettergli pressione scendendo a rete con frequenza e deliziando i 15.000 del Centrale con alcune volée d’altri tempi. Sul 3-3, Roger si procura una palla break fondamentale, ma Djokovic dimostra il temperamento del campionissimo andandosi a prendere il punto con un attacco di dritto.Ormai il match è un thriller appassionante, nell’ottavo game Federer fronteggia tre palle break che sono in pratica mini matchpoint, l’ultima l’annulla giocando una demivolée (dopo un servizio seguito a rete sulla seconda) che sarebbe da consegnare alle scuole tennis di tutto il mondo. nel decimo game, però, con tutta la pressione addosso, Federer perde la bussola e con tre gratuiti consegna a Novak la chiave per la storia. Djokovic si inchina e mangia i fili dell’erba santa di Wimbledon, il suo settimo Slam, Roger si lascia scappare una lacrimuccia davanti alle gemelline e promette di tornare. Uno doveva vincere, è lo sport: ma mai come stavolta ci sarebbe voluto il pareggio.
GAZZETTA DELLO SPORT