Williams, fine disperata

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Adesso è ufficiale: Robin Williams era ricaduto in depressione negli ultimi mesi e aveva cercato e ricevuto cure mediche, lo ha confermato il medico legale. Sofferente di depressione cronica sin da quando era giovane, Williams era soffocato da recenti problemi professionali e finanziari. Un amico che lo ha visto poco tempo fa ha detto: «Era assente, non era lui». Non solo Williams aveva sofferto per il fallimento del suo programma tv, The Crazy Ones, che doveva segnare il grande ritorno in video che lo aveva lanciato quando era un ragazzino sconosciuto, ma era rimasto ferito dal flop del suo ultimo film, The angriest man in Brooklyn. Nelle ultime settimane, sotto il peso di crescenti difficoltà finanziarie, Williams aveva cominciato a trattare il sequel del famosissimo Mrs. Doubtfire, e questo è un segnale di quanto grave fosse la sua situazione: per tutta la vita infatti ha rifiutato i seguiti.
LE CAUSE
Il coroner ha fornito tutte le spiegazioni del suo decesso. Ora si sa che la sera prima della morte, la moglie Susan era andata a letto presto, dicendogli buona notte con un bacio. La mattina, quando si è svegliata e ha portato fuori il cane, ha creduto che – come altre volte – il marito si fosse addormentato in un’altra camera e non ha voluto svegliarlo ed uscita alle 10,30 per fare spese… È stata l’assistente di Williams, Rebecca Erwin Spencer, da 20 anni al fianco di Robin, a bussare alla porta di una camera alle 11,45. Non ricevendo risposta la donna ha aperto. Ed è rimasta annichilita: seduto su una poltrona, con una cintura stretta al collo, Robin Williams era morto, e il corpo era già freddo. Il coroner ha aggiunto che l’attore teneva in mano un coltello e che ai polsi aveva dei tagli. Non ha voluto fare congetture, ma qualcuno ha ipotizzato che inizialmente volesse tagliarsi le vene e che poi scelto abbia scelto di strangolarsi. Sul corpo non c’erano segni di violenza. Si è suicidato stando compostamente seduto su una poltrona, completamente vestito.
Non tutti coloro che hanno problemi professionali e finanziari pensano al suicidio. Ma nel caso di Williams, è stato rivelato da vari amici, c’era un pericoloso senso di pudore, «si sentiva in colpa, pensava che chi aveva avuto tutto come lui non ha diritto di stare male». Williams soffriva anche di “survivor’s guilt”, un senso di colpa per essere vivo quando tre dei suoi più cari amici erano morti. Christopher Reeves, paralizzato per una caduta da cavallo e deceduto dopo qualche anno su una sedia a rotelle, Andy Kaufman, il comico dissacratore morto troppo giovane di cancro, e John Belushi, l’altro grande comico, ucciso dalla droga. Dopo aver abusato lui stesso di droghe da giovane, era ancora dipendente dall’alcol, e infatti più volte confessò di «doverlo combattere ogni giorno». La lotta era diventata di nuovo difficile dopo l’operazione al cuore, nel 2009, che lo aveva lasciato insicuro e scosso.
Pur essendo attore di successo e di fama mondiale, Williams aveva dato fondo al suo patrimonio, soprattutto per pagare gli alimenti nei due divorzi, dalla prima moglie Valerie Velardi e dalla seconda Marcia Garces. Ma si era sempre preoccupato di mettere da parte soldi per i figli – Zachary, Zelda e Cody – per i quali aveva aperto tre fondi fiduciari, intoccabili anche da lui. Non se ne conosce la cifra, ma quel tipo di fondo viene automaticamente chiuso se scende al di sotto dei 100 mila dollari (80 mila euro). I tre figli non ne hanno fatto cenno, sono addolorati e basta. Hanno ricevuto messaggi di condoglianze e di affetto da mezzo mondo. Star di Hollywood e della tv, politici, uomini di cultura, vicini di casa e comuni cittadini hanno partecipato con affetto al dolore della famiglia. Perfino il gorilla Koko, noto negli Stati Uniti per la sua capacità di comunicare ricorrendo al linguaggio dei non udenti, ha detto di «essere triste e di piangere»: Koko era stato sul set con Williams per un documentario in difesa dei gorilla, e i due avevano stretto quella che sembrava una vera amicizia interspecie.
Ma in questo panorama di solidarietà e commozione, la giovane figlia di Williams, Zelda ha avuto anche l’amarissima sorpresa di ricevere twitter offensivi. In compenso ne ha ricevuto uno dalla figlia di Kurt Cobain, Frances, che aveva 2 anni quando il padre si suicidò: Zelda, quando avrai bisogno di me, verrò subito, dovunque tu sia.

IL MESSAGGERO