Viva l’Italia

Italia Bandiera Tricolore

Ha iniziato Rutelli con il suo famoso Api, ‘Alleanza per l’Italia’; ha proseguito Fini, e sappiamo che fine ha fatto, lasciando il nostro caro Silvio per l’avventura finita male di ‘Futuro per l’Italia’, anche se c’è da dire che poco prima o poco dopo, Montezemolo aveva partorito dalla sua fertile mente la sua creatura e l’aveva chiamata ‘Italia Futuro’. Alle elezioni del 2013 la diaspora dal Pdl è continuata grazie al trio La Russa, Crosetto e Meloni, con ‘Fratelli d’Italia’, e dobbiamo riconoscere che, oltre ad essere stati eletti in Parlamento, dagli ultimi sondaggi tengono in alto la bandiera sfilacciata del centrodestra. Da ultimo, ma solo in ordine di tempo, l’anima bella di Pierferdy, al secolo Pierferdinando Casini, il quale, stancatosi di Monti, colui che avrebbe dovuto salvare l’Italia (ancora!), ha fondato di recente un nuovo ed ennesimo contenitore di centro – oggi si dice così – e lo ha chiamato, indovinate un po’, ‘Popolari per l’Italia’ (salvo poi farsi riabbracciare dal nostro caro e intramontabile Silvio). Scusate se ho dimenticato qualcuno o qualcosa, ma questo sviscerato amore per l’Italia mi crea qualche sospetto. Come l’aveva creato pure al Sommo Poeta, che, ai suoi tempi, si scagliò proprio contro i costumi italiani (in quel caso di Firenze), che presumevano la partecipazione di avventurieri dell’ultima ora che si presentavano come ferventi servitori del comune interesse, nella sua invettiva del 6^ canto del Purgatorio, che comincia così: “Molti rifiutan lo comune incarco: ma il popol tuo solicito risponde sanza chiamare, e grida: ‘ I’ mi sobbarco! ’ ” ; e cioè: “Molti (non Fiorentini) rifiutano un posto di responsabilità nel governo cittadino: ma i tuoi abitanti replicano solleciti all’appello senza chiedere aiuto, e gridano: ‘Mi assumo io la responsabilità!’ ” Forse tutti i sopra citati si saranno ispirati, per chiamare i loro gruppi, partiti o associazioni al ‘bordello’ che è diventato, soprattutto grazie a loro, questo Paese, che una volta era considerato il giardino d’Europa.

Carlo Rocchi