“Vittoria Schisano, il coraggio di diventare donna per un’anima che era divisa in due…”

Vittoria Schisano foto maria la torre

Un taglio netto con il passato a testimoniare che quel trascorso non ci interessa più, ci ha fatto male, anche se lo guardiamo con tenerezza perché ci ha lasciato in eredità tante cose che rimarranno con noi per sempre. Vittoria Schisano è il simbolo della realtà dei nostri giorni, del cambiamento radicale, di una voltapagina convinta. Vittoria non è stata sempre donna, in un passato recente si chiamava Giuseppe Schisano ed era un attore di fiction. Lui diventato “lei” ha avuto il coraggio di dire basta, ha preso un bel volo per Barcellona e ha trovato nel chirurgo Ivan Manero il suo modificatore, quello che gli ha dato la vera identità.

Ora chi per tutta è vita è stato costretto in un corpo che non accettava per la sottomissione alla realtà, griderà allo scandalo. I tempi stanno cambiando e se Barbara D’Urso presenta a “Domenica Live”  la trasformazione di Giuseppe in Vittoria, facendola diventare una notizia di routine, vuol dire che ognuno può volgere il destino come più gli aggrada.

Senza nulla togliere alla felicità di Vittoria nell’essere finalmente una donna bellissima e  nell’essere solidale con il suo cambiamento, penso con tristezza a quanti hanno coraggio da vendere, ma “poveri in canna” per poter diventare una “Fica” naturale.  A Ivan Manero, chirurgo rinnomato, sarebbe bello chiedere se la sua missione di trasformatore di corpi e di volti, potrebbe essere rivolta anche a chi non ha soldi da spendere, ma anela a non vivere tutta una vita infelicemente compresso in una fisicità che detesta.

Forse l’Europa dovrebbe interessarsi anche a questo, a far vivere pienamente e felicemente in un corpo che appartenga, anche perché chi vive in un corpo di uomo desiderando di essere donna, vede il transessuale come una prostituta e non come l’immagine della rispettabilità, insomma è un ibrido che piace a molti in clandestinità.

Si diventa transessuali a volte per essere donne e molti vendono la propria ambiguità, per poi in seguito diventare quello che vogliono, donne a tutti gli effetti.

Auguri a Vittoria, con la speranza che la sua vita da oggi in poi sia più serena, aiutando gli altri a cambiare, cominciando da chi ci governa… Meno trans e più donne anche se con un passato diverso!

 

Paola Aspri