Visita fiscale, la guida in 5 punti

MEDICI

Un polo unico Inps che disciplina le assenze dal lavoro, premi per i medici che fanno più visite fiscali, controlli a tappeto su tutto il Paese e un’armonizzazione della disciplina del settore pubblico e privato riguardante le fasce orarie di reperibilità. Sono queste alcune delle novità introdotte dal nuovo testo unico del pubblico impiego approvato nel maggio scorso ed in vigore a partire da oggi.

Una serie di disposizioni che, tra le altre cose, attribuiscono all’Istituto di previdenza la competenza esclusiva ad effettuare le visite mediche dei dipendenti pubblici assenti dal lavoro per malattia. Al momento sono ancora attesi i decreti attuativi, tuttavia nel frattempo l’Inps ha emanato alcune istruzioni di carattere operativo, per rendere tempestiva ed efficace l’entrata in vigore della norma fin dal 1 settembre.

1) POLO UNICO INPS – A partire da oggi la competenza in materia di accertamenti medico-legali sulle assenze dal lavoro per malattia dei dipendenti pubblici passa, in via esclusiva, all’Istituto nazionale della previdenza sociale. Il polo unico gestirà le visite fiscali sia nel pubblico che nel privato, attraverso il trasferimento all’Istituto delle competenze e delle risorse sulle visite fiscali dei dipendenti pubblici oggi affidate anche alle Asl.

2) GESTIONE DELLE VISITE – Il sistema di gestione delle visite mediche di controllo prevede:

visite mirate ed efficaci: un sofisticato Data Mining elabora serie storiche di decine di milioni di eventi di malattia e, sulla base di criteri individuati su base statistica, seleziona quotidianamente gli eventi più probabilmente passibili di riduzione della prognosi. La scelta di dove mandare i medici non è casuale;

visite tempestive: ogni giorno, entro le prime ore del mattino, l’applicativo informatico SAVIO assegna le visite domiciliari ad ognuno dei medici fiscali, combinando le visite mediche di controllo d’ufficio e quelle su richiesta dei datori di lavoro; il medico fiscale riceve in tempo reale le sue VMC sul proprio NetBook (in via di sostituzione con tablet).

razionalizzazione e minimizzazione dei costi: SAVIO assegna le visite mediche di controllo tra i medici disponibili e a ciascun medico in modo da minimizzarne i percorsi;

informatizzazione e automazione avanzate: certificati medici, richieste datoriali di visite mediche di controllo, selezione malattie a rischio, assegnazione visite ai medici, esiti delle visite mediche di controllo… tutto avviene attraverso canali informatici e la messa a disposizione delle informazioni ai soggetti interessati-coinvolti è rapida ed efficiente.

3) FASCE ORARIE DI REPERIBILITA’ – Previste novità anche sul fronte delle fasce orarie di reperibilità. Si punta infatti all’armonizzazione della disciplina del settore pubblico e privato. Attualmente la normativa vigente nel pubblico fissa le fasce orarie per le visite fiscali dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, con obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi, mentre nel privato le fasce previste sono 10-12 e 17-19.

Il presidente dell’Inps Boeri ha chiarito che non si faranno controlli casuali, ma mirati: “Guardando all’esperienza e ai fattori di rischio specifico, ai casi di abuso e di comportamento opportunistico quando sono più frequenti, di storie individuali o piuttosto per alcuni giorni della settimana. Quindi concentrando le visite in alcuni giorni per rendere i controlli maggiormente efficaci”.

4) VISITE MEDICHE RICHIESTE DALLA PA E D’UFFICIO – Le visite mediche di controllo (VMC) – ha spiegato l’Inps nel messaggio 3265 – avverranno sia “su richiesta delle Pubbliche amministrazioni, in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio”.

visite mediche richieste dalla Pa – A partire da oggi, “la richiesta di VMC (visita medica di controllo, ndr) – spiega l’Inps – potrà essere effettuata, da parte delle PA, come di consueto tramite Portale“. Sarà inoltre messo “a disposizione dei datori di lavoro pubblici un servizio che consentirà in automatico di stabilire se la PA rientra o meno tra quelle di competenza del Polo Unico”.

E ancora: “Il datore di lavoro pubblico che richieda una VMC dovrà specificare se deve essere effettuata o meno la visita ambulatoriale, nelle modalità già attualmente previste in caso di assenza del lavoratore a visita domiciliare, al fine di consentire la verifica dell’effettiva sussistenza dello stato morboso”. Una volta effettuate le visite, l’Inps metterà a disposizione dei datori di lavoro pubblici gli esiti dei verbali mediante i servizi telematici.

– visite mediche d’ufficio – Sempre dal 1° settembre, i sistemi applicativi dell’Istituto saranno adattati per “acquisire i dati dei certificati dei dipendenti pubblici e disporre un numero prestabilito di visite d’ufficio“. Anche in questo caso, “verrà restituito al datore di lavoro pubblico l’esito, incluse le informazioni circa i casi di assenza al domicilio e la conseguente convocazione a visita ambulatoriale”.

In caso di assenza del lavoratore al domicilio, “si procederà con l’invito a visita ambulatoriale in conformità a quanto avviene per i lavoratori del settore privato. Nel corso della visita ambulatoriale dovranno essere valutate soltanto l‘effettiva sussistenza dello stato morboso e la relativa prognosi”, ma non rientra tra i compiti dell’Inps la “valutazione delle eventuali giustificazioni prodotte”.

5) PREMI AI MEDICI – Le linee guida Inps-sindacati che interessano il settore sanitario pubblico e privato in base alla riforma della Pubblica amministrazione prevedono anche premi ai medici che fanno più visite fiscali ai lavoratori in malattia. E’ prevista infatti – si legge sul sito Regioni.it – “un’indennità oraria base di disponibilità e maggiorazioni proporzionate al numero di visite di controllo domiciliari e ambulatoriali ed eventualmente legate a specifici obiettivi” che potranno essere previsti nelle convenzioni tra Inps e sindacati dei medici che svolgono gli accertamenti sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia.

Quanto all’individuazione dei medici per svolgere le visite, “occorre garantire il prioritario ricorso” a quelli iscritti alle cosiddette liste speciali ad esaurimento, ma saranno anche previste “procedure selettive pubbliche e trasparenti” in cui oltre a garantire la copertura capillare sul territorio “si potrà riconoscere e valorizzare con apposito punteggio la professionalità maturata” dai medici che rientrano in tre categorie.

In particolare si tratta degli iscritti alle liste Inps dopo il 2007, coloro che hanno svolto un’attività analoga presso le Asl, come liberi professionisti (seppure all’interno di precisi paletti), i medici convenzionati esterni con l’Inps da almeno 36 mesi negli ultimi 5 anni. Le convenzioni stabiliranno, tra l’altro, “i criteri e i casi di incompatibilità, anche in relazione alle funzioni di certificazione delle malattie”. Fino a che non ci sarà l’intesa si applica “la vigente disciplina”, garantendo “la disponibilità ad effettuare gli accertamenti medico-legali domiciliari per le assenze per malattia nelle fasce orarie stabilite per i dipendenti sia del comparto pubblico, sia di quello privato”.

 

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