Visco e Padoan assicurano: «Non c’è un rischio contagio»

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L’economia dell’area euro sta migliorando «in modo visibile» e non c’è da attendersi alcun impatto dalla crisi greca sull’Italia che, «ha una sua politica assolutamente credibile di crescita, di abbattimento progressivo del debito, di situazione finanziaria solida. Con un debito pubblico che già quest’anno si stabilizzerà per poi calare dal prossimo rispettando pienamente le regole europee». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, affiancato dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, archivia il vertice del G20 e gli incontri primaverili del Fondo Monetario Internazionale a Washington con parole di soddisfazione per il rafforzamento dell’eurozona e per i riconoscimenti espliciti ricevuti dall’Italia per le sue riforme strutturali.
«Per l’economia globale – ha spiegato Padoan in una conferenza stampa al termine dei lavori – si nota un quadro moderatamente espansivo e si nota che la zona euro sta migliorando in maniera visibile grazie al combinato effetto della politica monetaria della Bce, del prezzo del petrolio più basso ma anche di una serie di misure nazionali che favoriscono la crescita. Questa finestra d’opportunità non durerà però in eterno: la politica monetaria apre degli spazi che vanno riempiti con le politiche nazionali e strutturali. Da questo punto di vista noto con molto piacere che in un contesto nel quale si dice che le riforme strutturali sono importanti ma che ci sono ritardi un po’ dappertutto, fanno eccezione – è stato esplicitamente detto dal direttore dell’Fmi Christine Lagarde – paesi come l’Italia e pochi altri, definiti come ‘bright spots’, ovvero punti luminosi».
La novità di questi incontri, ha aggiunto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, «è che il modo di vedere le cose oggi da parte del Fmi è sicuramente migliore di quello che si aveva sei mesi fa, pur essendo consapevoli dei rischi esistenti», legati a possibili ribilanciamenti dei portafogli a causa di tassi d’interesse molto bassi. Ma anche, si è detto in sede G20, dei «rischi geopolitici ampi legati alla questione Ucraina, all’immigrazione, alla Libia, al Medio Oriente».
L’OSTACOLO SOFFERENZE
Il Fondo monetario ha segnalato l’alto livello delle sofferenze bancarie in sei Paesi tra cui l’Italia come un possibile ostacolo al pieno dispiegarsi dei vantaggi, in termini di maggior credito all’economia, delle misure straordinarie varate recentemente dalla Bce.
Il governo, ha assicurato Padoan, si appresta a intervenire su questo versante. «Che le sofferenze siano un’ostacolo alla crescita non ci piove. Se le banche hanno i bilanci pieni di queste cose fanno fatica a indirizzare risorse verso l’economia reale.
LA SORVEGLIANZAQuello che si può fare è identificare misure, sulle quali il governo sta lavorando, che facilitino la dismissione di queste sofferenze. Esistono dei mercati negli altri Paesi per questi crediti, devono essere creati anche in Italia. Le banche di grande dimensione lo stanno già facendo da sole. Per le banche di dimensione più piccola pensiamo che sia corretto un intervento pubblico».
«Le forme di questo intervento pubblico – ha poi spiegato il ministro dell’Economia – devono essere identificate in modo dettagliato anche se siamo a buon punto. Lo stiamo facendo in stretta collaborazione con la sorveglianza unica istituita presso la Banca centrale europea e anche con la direzione concorrenza della Commissione europea per evitare eventuali implicazioni di aiuti di Stato».

Il Messaggero