Vigili in piazza: non siamo corrotti Ma il governo annuncia la stretta

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Volevano «bloccare Roma» e, almeno in centro storico, ci sono riusciti. Alla grande adunata dei pizzardoni, chiamati a raccolta da tutta Italia per «vendicare» la presunta onta subita con le polemiche per gli assenteisti di Capodanno, partecipano in circa 5mila («10mila», dicono i sindacati organizzatori, Csa-Ospol e Ugl), con il risultato che il traffico nelle vie del cuore di Roma va subito in tilt.
Dalla Puglia al Friuli, dalla Lombardia alla Sicilia, dall’Abruzzo alla Sardegna. Tutti a Roma per dire no al «fango» che sarebbe stato gettato sui caschi bianchi dopo le assenze record nei turni di San Silvestro, ma anche per chiedere la riforma del Corpo e, in sostanza, «lo stesso contratto degli agenti della Polizia di Stato». Perché, dicono negli slogan scanditi in piazza, «o siamo impiegati comunali o siamo un corpo di polizia». Il coro che va per la maggiore? «Non siamo corrotti», per protestare contro la rotazione degli incarichi voluta dal comandante romano, Raffaele Clemente. La riforma più contestata, uno dei motivi alla base delle assenze di massa la notte del 31 dicembre scorso.
LA RIFORMA
Un caso, quello della diserzione record dai turni di San Silvestro, che ora servirà al governo «per scrivere il decreto legislativo sulla Pubblica amministrazione, con un’attenzione sull’assenteismo di massa e reiterato», come ha spiegato il ministro Marianna Madia, parlando di una delega «nella quale vogliamo che i procedimenti disciplinari abbiano un esercizio concreto».
LE DIVISIONI
Sulla difesa dei vigili assenti però il fronte sindacale nel frattempo si spacca. «Oggi in piazza abbiamo dovuto affrontare anche le strategie ostili delle altre sigle», dice Stefano Lulli, segretario romano dell’Ospol, dal palco di piazza Bocca della verità, dove si conclude il corteo partito da piazza della Repubblica. A stretto giro arriva la replica della Cgil: «I vigili urbani di Roma il 31 dicembre hanno sbagliato – dice – Tutto è ancora da dimostrare, ma fosse anche solo uno, quel lavoratore deve pagare». Come a dire: altro che manifestazione di solidarietà.
Chi sta in piazza intanto cerca la trovata scenografica, stile poliziotti di New York. Sfilando sotto la scalinata del Campidoglio, gli agenti hanno voltato le spalle a Palazzo Senatorio, così come i colleghi americani avevano fatto contro il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio. La coreografia a stelle e strisce però viene rotta quasi subito dai cori, decisamente poco anglosassoni, rivolti a Marino: «Te ne vai o no? Te ne vai sì o no?».
IL CAMPIDOGLIO
E Marino ha risposto: «Credo che il diritto di sciopero vada assolutamente rispettato. Tuttavia dobbiamo distinguere tra quello che è il diritto di sciopero rispetto a situazioni che non posso non definire anomale, come l’assenza per malattia di quasi l’85% della polizia locale di Roma, la notte del 31 dicembre». Un dato «inspiegabile – secondo Marino – dal punto di vista medico e scientifico, su cui stanno investigando diverse autorità». Il sindaco di Roma ha ricordato che «pochi giorni fa la Finanza ha sequestrato il materiale elettronico del Comando, per capire se c’è stata una regia». Una linea, quella di Marino, che non è piaciuta all’ex sindaco Gianni Alemanno, che ieri invece ha espresso «solidarietà» ai manifestanti, sostenendo che «gli assenteisti vanno colpiti ma non si può criminalizzare tutta la categoria».

Il Messaggero