«Vigili assenteisti» la Procura indaga per falso ideologico

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Negli uffici di piazzale Clodio la relazione sui vigili assenteisti di Capodanno scritta dal comandante Raffaele Clemente è arrivata ieri sera. Lunedì mattina la Procura aprirà ufficialmente un fascicolo, che va a sommarsi a quello già aperto dopo l’esposto presentato dal Codacons. I reati ipotizzati stavolta dovrebbero essere falso ideologico e interruzione di pubblico servizio. Sempre all’inizio della prossima settimana dovrebbero arrivare i primi indagati, mentre già lunedì davanti all’Authority degli scioperi saranno interrogati i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, accusati di avere architettato uno sciopero illegale attraverso le diserzioni di massa dai turni programmati dal Corpo.
Il rapporto consegnato ai pm dal comandante della polizia locale, che ieri è già stato visionato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, titolare dell’inchiesta, fa un bilancio dell’indagine interna avviata dal Campidoglio e dagli ispettori del Ministero della Funzione pubblica. Si parla quindi dei 745 assenti per malattia tra la notte del 31 dicembre e il 1 gennaio e chiede ulteriori approfondimenti sui 31 certificati medici considerati «dubbi».
LE IRREGOLARITÀ
Si tratta di attestati di malattia in cui sono state trovate delle anomalie. In alcuni casi per esempio i medici hanno sbagliato le generalità dei pazienti a cui il certificato si riferisce. Altri documenti invece sono stati firmati dallo stesso medico. Ecco perché ora la Procura potrebbe decidere di iscrivere dottori e agenti nel registro degli indagati con l’accusa di falso ideologico.
Nel mirino dei pm potrebbero finire anche i sindacati. Nella relazione infatti si parla esplicitamente di una «regia» dietro alle assenze record dei vigili. Lo stesso comandante Clemente, incontrando Pignatone due giorni fa in Procura, aveva parlato delle «tracce» che potrebbero provare il coinvolgimento dei sindacalisti negli sms e nelle mail dei caschi bianchi. L’ipotesi di reato formulata nel dossier del Comando è interruzione di pubblico servizio, che potrebbe portare a pene aggravate per chi venisse scoperto come «l’organizzatore» della protesta.
GLI INTERROGATORI
Di «coinvolgimento dei sindacati» parla esplicitamente l’istruttoria dell’Autorità garante sugli scioperi, che sta conducendo un’inchiesta parallela a quella della magistratura. Lunedì prossimo saranno interrogati i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil davanti alla Commissione di garanzia presieduta dal garante Roberto Alesse. Se venisse provata l’orchestrazione delle organizzazioni dei lavoratori dietro allo sciopero illegale dei vigili, allora le sigle rischierebbero maxi-sanzioni fino a 100mila euro. I tempi dell’indagine dell’Authority sono molto brevi. Ieri dagli uffici del garante spiegavano che già a fine febbraio potrebbero arrivare le prime multe.
CONCORSONE
In Campidoglio intanto Marino prova a riaprire il dialogo con i caschi bianchi. Dopo il faccia a faccia con i sindacati di due giorni fa, anche ieri il sindaco ha promesso un’accelerazione sul Concorsone che dovrebbe portare a nuove assunzioni. «Ad oggi su 2.500 scritti ne sono stati esaminati oltre mille – ha detto – Ho fissato al 15 di marzo il limite entro cui dovranno essere corretti tutti». Sull’inchiesta però non vuole sconti: «Servono pene esemplari».

IL MESSAGGERO