Vidic rallenta l’Inter, solo un punto a Palermo

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L’Inter frena a Palermo e fallisce un altro esame di maturità nella giornata in cui poteva salire in testa alla classifica delle “umane”. Dopo aver regalato 40’ ad un generosissimo Palermo, i nerazzurri pareggiano con Kovacic nel finale del primo tempo ma poi in una ripresa da far west – finale con sei punte in campo e tanto caos – non trovano il guizzo vincente. Rischiano di perdere nel finale, anche se nel recupero è Sorrentino con una parata capolavoro a neutralizzare il colpo di testa di Osvaldo.
LE SCELTE — Iachini conferma il 3-5-1-1 con Vazquez alle spalle di Dybala, ma preferisce Morganella a Pisano sulla destra e tiene in panchina Bamba, annunciato al posto di Feddal per completare il terzetto difensivo con Andelkovic e Terzi. Mazzarri gioca la carta Guarin interno destro e lascia in panchina Hernanes. Recupera Kovacic e torna Medel, squalificato in Europa League. Sugli esterni ci sono Nagatomo e D’Ambrosio. Osvaldo si muove alle spalle di Icardi.
PRIMO TEMPO — Non si fa a tempo a constatare che le due squadre adottano lo stesso modulo che il Palermo è in vantaggio. Ottimo in Coppa, Vidic conferma di digerire poco il nostro campionato. Dopo il rigore e l’espulsione di Torino, con squalifica che gli ha fatto saltare il Sassuolo, il serbo al 3’ s’impappina in area, Vazquez ringrazia e di sinistro fredda Handanovic da pochi metri. L’Inter sembra essere rimasta al fuso di Kiev, i rosanero sono indiavolati e arrivano sempre prima sul pallone. Bolzoni asfissia Kovacic, Guarin inizia anarchico come ai vecchi tempi e anche Medel può poco per arginare l’onda. E se ad impostare sono Ranocchia e Juan Jesus… Viene però da chiedersi come i siciliani possano reggere questi ritmi folli. Resta il fatto che il furetto Dybala manda sempre in affanno i tre pennelloni della difesa di Mazzarri e che per avere un segno di vita interista bisogna attendere il 32’, con Guarin che carica il destro di poco a lato del palo alla sinistra di Sorrentino. Subito dopo Mazzarri ordina il passaggio al 3-4-1-2, con Kovacic che sale di 15 metri e si piazza tra le linee. Mossa che paga nell’immediato, perché su un controllo infelice di Osvaldo al 42’ proprio il croato lascia partire un destro rasoterra a giro che vale l’1-1. Un affarone per i nerazzurri, che vanno addirittura all’intervallo recriminando per l’annullamento di un gol di Vidic per un fuorigioco di Osvaldo, considerato però parte attiva.
SECONDO TEMPO — Vidic protagonista anche a inizio ripresa, ma questa volta è lui oltre la linea quando azzecca lo sponda per la zampata vincente di Icardi. Altra rete annullata. Il segnale comunque che sta per nascere un’altra partita, anche perché il Palermo – non a caso sempre rimontato in campionato – va troppo presto in riserva. Mazzarri all’11’ toglie D’Ambrosio (che con Lazaar ci aveva capito poco) per Dodò, con Nagatomo che trasloca a destra, e al 20’ passa a quattro dietro con Hernanes per Juan Jesus. Mossa coraggiosa, cui risponde subito Iachini mandando in campo Belotti per Bolzoni. L’Inter passa così al 4-3-1-2, il Palermo al 3-4-1-2, con Vazquez trequartista. Ti aspetti i fuochi d’artificio, invece subentra soprattutto la stanchezza. Complici un caldo africano, i padroni di casa che hanno dato troppo all’inizio e gli ospiti che pagano le fatiche di Coppa. Vazquez però sfiora due volte la doppietta, prima con un sinistro deviato da Ranocchia che si stampa sulla traversa e poi con una voleé di poco a lato. Segnale che la difesa a quattro alla Pinetina va ancora metabolizzata. Scappati i buoi, Mazzarri ci prova anche con Palacio, al posto di Kovacic. Ma sono i siciliani ad andare vicini alla vittoria con Belotti. Prima lo frena Handanovic, poi un fallo su Nagatomo che fa infuriare Iachini sino all’espulsione. Poi l’ultimo brivido, con il colpo di testa di Osvaldo e la parata di Sorrentino.
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