Via libera tedesco al piano per Atene. Tsipras vara il rimpasto

MERKEL

“Annunciato il nuovo governo greco. Il premier Alexis Tsipras fa in tutto nove sostituzioni fra ministri e vice ministri”. Dopo la spaccatura creata dal voto a favore del piano europeo di salvataggio, il leader ellenico cambia la compagine alla guida del Paese, nella giornata in cui il piano ha superato l’attesa prova del Bundestag: il Parlamento tedesco, dopo l’ok di quello finlandese di ieri e di quello austriaco di oggi, ha dato il via libera alla trattativa che porterà l’Esm ad erogare gli aiuti per Atene, che con l’apporto del Fmi dovrebbero arrivare a 86 miliardi. Atene incassa anche un altro passo avanti, atteso e importante: il via libera dei 28 Paesi Ue al prestito ponte da 7 miliardi che servirà per far fronte alle esigenze finanziarie più immediate. Intanto restano accese le discussioni sull’opportunità di intervenire sul debito greco, che è attualmente al 177% circa del Pil ellenico e che – in caso di lancio del terzo piano d’aiuti – sfonderebbe la quota del 200%.

Merkel e Schaeuble al Bundestag. “So che ci sono molti dubbi sul fatto che la Grecia possa stare di nuovo sulle sue gambe, ma sarebbe irresponsabile non tentare questa strada e non dare una nuova chance alla Grecia”, ha detto la cancelliera Angela Merkel al Bundestag, aprendo la discussione sul piano di salvataggio nel giorno del suo compleanno (fiori per lei dall’Aula). “E’ statoun accordo duro per tutte le parti in causa ed è stato l’ultimo tentativo”, ha riconosciuto di fronte ai deputati tedeschi. Alla fine, 439 votanti su 598, dei 631 che compongono l’assemblea tedesca, hanno espresso parere a favore delle trattative, come ha annunciato il presidente Norbert Lammert; 119 hanno votato contro e 40 si sono astenuti. I parlamenti estone e bulgaro hanno espresso altri pareri favorevoli.

La discussione tedesca era stata preceduta da una crescente polemica, che ha ingrossato in in terra tedesca quella che i commentatori hanno definito la “Grexit-Brigade”, cioè la truppa di chi pensa sia più opportuno per tutti che Atene saluti la compagnia della moneta unica. Il falco ministro delle Finanze,Wolfgang Schaeuble, ha d’altra parte suggerito da tempo che una Grexit temporanea possa essere una soluzione, salvo poi rassicurare la cancelliera sul fatto che avrebbe il piano in Parlamento. Infatti ha parlato espressamente di un “ultimo tentativo con Atene”, alla quale “ora tocca agire”, dopo aver “cancellato” tutto quanto di buono era stato fatto in passato negli ultimi sei mesi.

Nel suo discorso, Merkel ha ripercorso la situazione difficile che si è generata per la popolazione: “Ci sono giorni in Europa, che non potrebbero essere più drammatici. Immaginiamo che i pensionati tedeschi stiano in attesa per ore davanti alle banche chiuse e debbano aspettare per ottenere 120 euro alla settimana dalle loro pensioni”, ha detto al Bundestag.

Via libera al prestito ponte, il fronte interno e il rimpasto di Tsipras. E’ stato invece il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ad annunciare il definitivo via libera al prestito ponte da 7,16 miliardi, che verrà erogato attraverso il vecchio fondo salva-Stati Efsm. Soldi che permetteranno ad Atene di far fronte, lunedì prossimo, al rimborso da 4,2 miliardi verso la stessa Bce. La Grecia potrà poi rimborsare i 2 miliardi di arretrati che ha con il Fmi e pagare stipendi e pensioni. Il via libera da parte del Consiglio Ecofin, ha ricordato Dombrovskis, significa che “ventisette Paesi hanno deciso di essere solidali con la Grecia, ma la solidarietà si accompagna con la responsabilità”. Il prestito ponte sarà a disposizione delle casse greche in tempo per le scadenze di lunedì prossimo e verrà ripagato all’Efsm dal fondo salvastati, Esm una volta che il terzo programma di assistenza internazionale sarà operativo, “spero in poche settimane”, ha aggiunto spiegando che l’Eurogruppo è già al lavoro per dare il mandato formale alla Commissione di far partire l’istruttoria. Lo stesso Esm ha dato l’ok formale, nel suo board, alla partenza del negoziato.

Intanto, però, il premier greco deve fare i conti con la situazione domestica: la spaccatura di Syriza sull’approvazione delle prime riforme chieste dai creditorirende inevitabile un rimpasto. Escono di scena i dissidenti: Ministro della produzione e dell’ energia è stato nominato Panagiotis Skourletis al posto di Panagiotis Lafazanis, leader di ‘Piattaforma di sinistra’. Come viceministro delle Finanze arriva Tryfon Alexiadis, al posto di Nantas Valavani che si era dimessa. Nuovo viceministro della Difesa è Dimitris Vitsas, che rimpiazza Kostas Isychos. Panos Skourletis dal ministero del
Lavoro andrà a quello dell’Energia, Giorgos Katrougalos dalla Riforma amministrativa al Lavoro e Christophoros Vernardakis sostituirà Katrougalos dalla Riforma amministrativa. Si profilano comnunque elezioni anticipate per il prossimo autunno. Sullo sfondo l’emergenza generata ad Atene dallo scoppio di un maxi rogo vicino alla capitale.

Il Fmi, gli aiuti, il debito. Mentre i deputati tedeschi davano il loro verdetto, e i leader Ue decidevano del prestito ponte, è continuato il valzer di dichiarazioni sull’opportunità di tagliare il debito ellenico. Sul punto, sostenuto già in un report dei giorni scorsi, è tornato il Fondo monetario internazionale. Per uscire dalla crisi “bisogna ristrutturare il debito per alleggerire il fardello”, e più precisamente “prolungare considerevolmente le scadenze, il periodo di grazia durante il quale non è effettuato nessuno pagamento e ridurre gli interessi il più possibile”, ha incalzato il direttore del Fmi, Christine Lagarde, ai microfoni di Europe 1. Il Fmi ha ribadito la disponibilità a partecipare al piano (50 miliardi arriverebbero dall’Esm, 25 si aggiungerebbero per le banche e la parte restante arriverebbe proprio da Washington), a patto che il salvataggio sia “completo” e quindi inclusivo di un intervento sul debito. “Nell’Eurozona non è possibile un haircut del debito”, ha risposto indirettamente Merkel dal Bundestag. Al di là delle scaramucce di circostanza, comunque, pare scorgere una convergenza nelle dichiarazioni verso un riscadenziamento del debito, più che verso un suo taglio che per troppi governi Ue sarebbe inaccettabile. Il Fmi propone di grazia di 30 anni (durante il quale bloccare i rimborsi) e la Ue potrebbe aprire a un alleggerimento di proporzioni inferiori: altro tema sul quale si negozierà nei prossimi giorni. Lo stesso Dombrovskis ha detto che “la sostenibilità del debito sarà parte determinante del negoziato”.

Lo stesso Mario Draghi, nella conferenza dalla quale ha annunciato l’incremento della liquidità a favore delle banche greche (che potrebbero riaprire lunedì, salvo mantenere un limite ai prelievi per evitare la fuga di depositi), ha ammesso che un’intervento sul debito sarà da fare. I 900 milioni aggiuntivi di liquidità nell’ambito della linea di emergenza Ela (Emergency liquidity assistance) sono stati letti da tutti gli osservatori come una grande apertura verso Tsipras.

LA REPUBBLICA