Via libera della Ue alla flessibilità per 14 miliardi, ma si chiede uno sforzo sui conti

Padoan

Via libera dell’Ue all’Italia sulla flessibilità per 14 miliardi, ma si chiede uno sforzo sui conti. I commissari Dombrovskis e Moscovici – secondo quanto emerge dalla lettera inviata al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – raccomandano al collegio dei commissari Ue di concedere all’Italia un totale di 0,85% di flessibilità, una somma “senza precedenti mai ricevuta da nessun altro”. In cambio l’Italia si impegna a sanare il ‘gap’ evidenziato da Bruxelles sul 2017, pari a 0,15%-0,2%, circa tre miliardi di euro, così da evitare un’eventuale “deviazione significativa” dagli obiettivi.

Padoan a Ue, eviteremo deviazioni, impegni ribaditi  – “Sono fiducioso che una deviazione significativa sarà evitata”: così il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ai commissari Dombrovskis e Moscovici nella lettera con cui risponde alla loro missiva di oggi. Padoan ribadisce “l’impegno, compreso lo sforzo pianificato, preso dal Governo italiano nel recente programma di stabilità che si rifletterà nella legge di stabilità, per rispettare sostanzialmente le regole di bilancio 2017”.

Renzi, battaglia flessibilità va avanti – “Dire che la flessibilità non è ancora abbastanza è tecnicamente vero ma è contemporaneamente un’incredibile sottovalutazione del punto di partenza: non volevano che citassimo la parola flessibilità. La parola flessibilità sembrava impossibile da declinare nel vocabolario europeo. Parlo di due anni fa”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi all’assemblea con i parlamentari Pd. E ha aggiunto: “Questa battaglia va avanti”.
“Oggi l’Ue ha chiuso con il Mef un lavoro straordinario sui temi della flessibilità economica. Per me ancora non è sufficiente rispetto alle mie ambizioni, ai miei desideri e ai miei sogni ma sicuramente è un passo avanti incredibile rispetto a quello che i giornali scrivevano nei mesi di gennaio e febbraio. I giornali del pensiero unico dell’opposizione parlavano di sonora bocciatura della legge di stabilità e di un’Italia verso un fallimento. Oggi non io ma il governo con Padoan ha portato a casa un risultato importante, significativo. Non è ancora ciò che noi vogliamo ma è ciò che ci serve per dare un messaggio di profondo cambiamento”, ha aggiunto il premier.

L’apertura della Ue sulla flessibilità, secondo il ministero dell’Economia, consentirà l’aggiustamento dei conti e la crescita. “La Commissione con la propria lettera annuncia l’intenzione di riconoscere all’Italia per il 2016 una flessibilità nella gestione della programmazione economico-finanziaria pari allo 0,85% del Pil, che consente al Governo di implementare il percorso di aggiustamento delle finanze pubbliche e al tempo stesso di sostenere la ripresa e stimolare la crescita, condizione chiave per la riduzione del rapporto debito/Pil”. E’ quanto scrive il ministero dell’Economia sul proprio sito presentando il carteggio Ue-Mef.

Ad annunciare l’ok della Ue era stato in mattinata lo stesso premier, Matteo Renzi, elogiando il lavoro fatto dal ministro dell’Economia.  “Nelle prossime ore uscirà lo scambio di missive tra la commissione Ue e il ministro Padoan, che ha fatto un lavoro straordinario, e potremo vedere riconosciuto l’elemento della flessibilità”, ha detto il presidente del consiglio, durante la firma del patto per l’Abruzzo a L’Aquila.

“L’Europa in queste ore ci riconosce un ulteriore elemento di flessibilità. E’ ancora meno di quello che avrei voluto ma è un fatto importante, un riconoscimento all’intero Paese. Abbiamo ottenuto un accordo significativo, importante. Non è la soluzione di tutti i mali ma afferma un principio: sulla flessibilità l’Europa c’è”, ha spiegato Renzi.

“Noi abbiamo smesso di progettare perché dovevamo tagliare i soldi per il futuro” a causa della “filosofia dell’austerity fine a sè stessa. Per risbloccare l’Italia è necessario ripartire dalla voglia di tornare a progettare, con uno sguardo gettato sul futuro: è una delle grandi occasioni che abbiamo”. Ha sottolineato il premier precisando che dobbiamo “farlo senza avere la preoccupazione di vivere un indistinto presente in cui ci raccontiamo sempre le stesse cose”.

ANSA