Verstappen umilia la Ferrari

Max Verstappen (NLD) Scuderia Toro Rosso STR11.
01.03.2016. Formula One Testing, Day One, Barcelona, Spain. Tuesday.
- www.xpbimages.com, EMail: requests@xpbimages.com - copy of publication required for printed pictures. Every used picture is fee-liable. © Copyright: Charniaux / XPB Images

Quando dopo due curve le Mercedes si «aggrovigliano» su un prato catalano in uno scontro fratricida ampiamente annunciato dalle schermaglie della vigilia, ti aspetti che la Ferrari sia lì pronta a far man bassa per una doppietta che manca da tempi immemori. E invece no, la Rossa, o meglio il «Gambero Rosso» come lo aveva ribattezzato sul gionale di ieri dopo una qualifica inguardabile, si riscopre non più seconda forza del mondiale, bensì terza dopo le Red Bull.

Ci eravamo disperati prima e consolati poi con il predominio imbarazzante delle due Mercedes ancora troppo forti per i comuni mortali e invece ci ritroviamo dopo quattro gare stravinte da Rosberg, con un diciottenne in grado di mettere in riga tutti: anche e soprattutto le Ferrari.

La vittoria di Verstappen è forse l’unica bella notizia della giornata, perché vedere uno così giovane che va così forte e che ha una personalità da leader è un bene assoluto per la Formula Uno. Ma il bilancio della Ferrari, seconda con Raikkonen e terza con Vettel assume un sapore amaro: perché stornata dal ko delle due Mercedes equivarrebbe ad un quarto e quinto posto. Troppo poco per la scuderia che doveva vivere l’anno del riscatto e che si ritrova invece di nuovo ad inseguire e rischia anche di perdere il ruolo di anti-Mercedes: che era un granché ma almeno già qualcosa.

Invece le Mercedes pagano la frustrazione di Hamilton che quest’anno continua a prender legnate dal più mite compagno di squadra e le Red Bull sono le più veloci ad approfittare del trono vagante: la sorpresa è Verstappen che mette dietro Ricciardo e ipoteca un futuro da grande (qualora qualcuno avesse ancora dei dubbi). Vettel invece paga l’ennesima incomprensibile decisione del muretto che lo costringe a rimaner dentro al primo cambio gomme e, alla fine del balletto dei pit-stop, riesce terzo con Ricciardo che gli alita sul collo: la foratura dell’australiano gli evita una molto probabile umiliazione nei giri finali.

L’altro bel segnale del pomeriggio catalano è la guerra intestina all’interno dello spogliatoio tedesco. Lo «shit» letto sulle labbra di Dieter Zetsche mega presidente galattico Mercedes ospite d’eccezione al box d’argento dopo lo scontro tra i due «galletti», non fa presagire giorni sereni nel team tedesco. Perché avere le monoposto migliori potrebbe anche non bastare: o di certo potrebbe complicare la vita a loro e dare una minima speranza a un mondiale che altrimenti rischia di trasformarsi nell’ennesimo monologo d’argento.

In casa Ferrari c’è da rimboccarsi le maniche e tornare a lavorar sodo, perché è chiaro che quanto fatto finora non è servito a granché: se non a conclamare che, oltre alle Mercedes, ora fanno paura anche le Red Bull. Soprattutto in qualifica dove, con Montecarlo alle porte, si rischia di scivolare ancora più indietro. Già, perché partire dietro nel Gp del Principato, un tracciato nel quale sorpassare è pressoché impossibile, equivarrebbe a compromettere definitivamente una stagione che per certi versi sembra già segnata. Purtroppo.

Il Tempo