Verifiche pilotate indagato Bardi il numero due della Finanza

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Un milione di euro di mazzette, in cambio di verifiche pilotate su un’azienda napoletana o di soffiate relative ad indagini in corso. È l’accusa costata le manette al colonnello della Finanza Fabio Massimo Mendella, fino a ieri mattina a capo del comando provinciale di Livorno, in passato a Torre Annunziata e Napoli; e al presunto socio, Pietro De Riu. Concussione per induzione e rivelazioni di atti coperti da segreto istruttorio sono le accuse mosse dalla Procura di Napoli, nell’ambito di una vicenda decisamente più ampia e complessa. Nelle stesse ore sono stati perquisiti ufficio romano e casa napoletana del generale Vito Bardi, comandante in seconda delle Fiamme Gialle, ritenuto responsabile di corruzione; mentre dagli atti delle indagini partenopee, si scopre che è coinvolto in un filone parallelo (ancora top secret) anche il generale in pensione della Finanza Emilio Spaziante, arrestato la scorsa settimana per l’appalto del Mose a Venezia. 
Inchiesta terremoto, un milione di euro di tangenti, ma anche viaggi in resort di lusso, cene e regali, potrebbero essere coinvolti nelle prossime ore anche altri graduati delle Fiamme Gialle sull’asse Napoli-Roma. Ma non è finita: un’altra perquisizione mirata ha riguardato lo studio dell’avvocato napoletano Marco Campora, ritenuto responsabile di violazione di atti coperti da segreto istruttorio in favore dell’ufficiale Mendella. Inchiesta condotta dal pool guidato dagli aggiunti Alfonso D’Avino e Vincenzo Piscitelli, dal pm Henry John Woodcock e dai pm Celestina Carrano e Giusy Loreto, si punta a verificare la testimonianza resa dall’imprenditore Giovanni Pizzicato, a capo della Gotha spa, una sorta di colosso specializzato nel campo della produzione di metallo, conosciuto a Napoli anche per essere stato in passato titolare di alcuni accorsati ristoranti e locali della movida di Chiaia. Subito dopo l’esecuzione dell’arresto di Mendella, il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo ha confermato al comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo stima e apprezzamento incondizionato per le Fiamme Gialle, tanto che i blitz di ieri sono stati condotti sia dalla Digos di Napoli che dal nucleo di polizia tributaria della Capitale.
LO SCANDALO SI ALLARGA
Ma la sensazione è che quella napoletana è una nuova bufera che rischia di coinvolgere altri nomi e altre divise, anche alla luce di quanto emerso dalla testimonianza dell’imprenditore taglieggiato: che ha detto di aver dato soldi (fino a 150mila euro) anche per «due generali di Roma», su cui sono in corso accertamenti. Chiaro il fulcro dell’accusa: dal 2006 al 2012, Pizzicato avrebbe versato una sorta di vitalizio (15, 20, fino a 30mila euro al mese), in favore di Mendella, tramite la mediazione del commercialista De Riu. Scrive il gip Dario Gallo: quando Mendella lasciò Napoli, spinse Pizzicato a trasferire la sede della Gotha a Roma, per continuare ad offrire indagini pilotate in cambio di soldi, pur senza avere la competenza. Nella sua denuncia, l’imprenditore ha riferito di avere appreso dal commercialista Pietro De Riu, che le verifiche romane «avevano richiesto una speciale autorizzazione da parte di due generali, uno dei quali mi fu detto essere il generale Spaziante». Ed è il tema delle indagini: quanti generali sono coinvolti in questa storia di presunte mazzette? 

Il Messaggero