Verdini dice addio a Berlusconi: «Posizioni distanti, vado via»

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«Le posizioni restano distanti, ti confermo l’intenzione di voler andare via. Ho i numeri per fare un gruppo»: lo ha detto Denis Verdini, a quanto si apprende, nel corso dell’incontro durato circa due ore con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli, alla presenza di Gianni Letta. Un incontro cordiale e corretto, riferiscono le stesse fonti, in cui però le divergenze sulla linea politica sono rimaste inalterate. Il nuovo gruppo, nelle intenzioni dei verdiniani, dovrebbe nascere martedì o mercoledì prossimo.

Le trattative

Che l’ex uomo di Berlusconi fosse pronto all’addio era chiaro già da giorni, ed è stato lampante mercoledì sera, quando il leader azzurro ha riunito i senatori di Forza Italia in un hotel romano per una cena: Verdini non c’era. Il senatore, scomparso ufficialmente dai radar degli azzurri, da diverso tempo continua il suo lavoro sottotraccia per organizzare le sue truppe e creare due gruppi autonomi alla Camera e al Senato per dare sostegno al governo sulle riforme. Per ora i numeri parlano di 11 senatori, compreso lo stesso Verdini, pronti a dar vita ad un nuovo Gruppo, non tutti però provenienti da Forza Italia, più tre indecisi. Alla Camera invece sarebbero otto i potenziali verdiniani. Soltanto se si riuscisse ad arrivare a dieci, a quel punto si potrebbe decidere di dar vita ad una componente nel Gruppo Misto. Anche se Giovanni Toti, il neoeletto governatore della Liguria, li ha ribattezzati «quel drappello di transfughi eletti con Berlusconi», non è detto che il governo non possa accogliere con favore un appoggio da Verdini e i suoi. Il Partito Democratico è già stato al Governo con Berlusconi e Verdini e l’idea di fare riforme con altri «ha guidato il Pd» dall’inizio della sua storia, ha ricordato il presidente Matteo Orfini qualche giorno fa, ma «questo non significa altro». «Davvero – è la domanda retorica che ha fatto – qualcuno pensa che Verdini possa diventare un dirigente del Pd?». Sicuramente la posizione politica dell’ex azzurro da oggi, giovedì, si complica, per il rinvio a giudizio del gup di Firenze. E infatti l’ex capogruppo democratico Roberto Speranza sbotta: «Su Verdini e gli amici di Cosentino ho posto una enorme questione politica: per me è un errore gravissimo lavorare a una stampella di trasformisti della destra. Aspetto ancora una risposta chiara da Renzi».

CORRIERE DELLA SERA