Ventimiglia, dopo la protesta e lo sciopero della fame i migranti accolti alla Caritas

Ventimiglia migranti

Sarà la Caritas di Ventimiglia ad ospitare i migranti rimasti in città dopo lo smantellamento del campo spontaneo sul fiume Roja. Il gruppo di un centinaio di migranti è arrivato alla sede dell’associazione dopo una mattina di proteste: passeranno la giornata qui, e ora si stanno cercando locali adatti per accoglierli per la notte. Per questa notte è previsto che si fermino a dormire nel cortile della Caritas stessa.

I migranti avevano lasciato questa mattina la chiesa di San Nicola, nel centro di Ventimiglia, che li aveva ospitati per due notti. Si erano diretti verso il confine con la Francia, verso gli scogli dei Balzi Rossi simbolo della protesta dello scorso anno, per chiedere ancora una volta di aprire le frontiere e lasciarli passare: ma lungo la strada, all’altezza del forte dell’Annunziata, hanno trovato un cordone di polizia a bloccarli. E’ stato intimato loro di tornare indietro, pena l’identificazione e l’allontanamento forzato. Si è temuto lo scontro, poi si è trattato con le associazioni per risolvere la situazione, e per sottolineare le condizioni in cui si trovano i ragazzi hanno rifiutato il cibo offerto, proclamando uno sciopero della fame. Poi l’accordo con la Caritas: saranno loro a ospitarli, senza necessariamente identificarli.

I migranti a Ventimiglia, dunque, continuano a spostarsi: è la terza volta in due giorni, dopo il ‘trasloco’ dalle sponde del fiume Roja alla spiaggia, quindi in chiesa ospitati da don Francesco Marcoaldi, per evitare lo sgombero dell’accampamento, chiesto dal sindaco (fallito infatti ieri all’alba, quando le forze dell’ordine si sono trovati davanti la spiaggia deserta). Si tratta dei migranti che rimangono bloccati in città dopo aver tentato di passare il confine ed essere stati respinti dalla Francia: il trattato di Dublino impone che siano accolti nel Paese dove sbarcano, loro cercano invece di fuggire per raggiungere altri Stati e ricongiungersi a famigliari o amici.

Con loro, sino a ieri, molti ragazzi del movimento No Borders. Ieri sera però 10 attivisti hanno ricevuto dalle forze dell’ordine un “foglio di via”, provvedimento che impedisce tornare per 3 anni a Ventimiglia: uno di loro, in protesta contro le istituzioni, avrebbe scaricato un estintore contro un’ambulanza della Croce Rossa davanti alla chiesa. Quindi l’arrivo dei carabinieri, l’intervento di altri attivsti in difesa del ragazzo, alla fine il provvedimento. Altri riferiscono però che sarebbe un malinteso, e ad agire sarebbe
stato un estraneo, non appartenente al movimento. Sta di fatto che ora non sono più loro, dopo aver sostenuto per settimane il presidio dei migranti, a “gestirlo”: la palla è passata alla Caritas.

Intanto si sta concludendo una riunione in Prefettura a Imperia con il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e il vescovo Antonio Suetta, per discutere dell’ipotesi di aprire un campo di accoglienza nel seminario di Bordighera.

La Repubblica