Vendita del Milan Berlusconi tratta E vede Murdoch per i diritti tv

IL MAGNATE AUSTRALIANO RUPERT MURDOCH (D) ASSIEME ALL'EX PREMIER ED EX PRESIDENTE DELLA FININVEST SILVIO BERLUSCONI NELLA VILLA DI QUEST'ULTIMO AD ARCORE DOVE I DUE SI SONO INCONTRATI, IL 25 GIUGNO 1995, PER DEFINIRE I TERMINI DI UN EVENTUALE ACCORDO DI CESSIONE DELLA FININVEST AL FINANZIERE AUSTRALIANO, CHE POI NON HA AVUTO SEGUITO

Silvio Berlusconi tratta ma prende tempo sulla vendita del Milan e sul riassetto della pay tv di Mediaset Premium. Nell’arco di 24 ore, il patron della Fininvest, di cui possiede in trasparenza il 61% attraverso quattro holding, ha rinviato due delle decisioni da cui potrebbe dipendere la nuova vita del Biscione il cui valore espresso solo dalle tre partecipazioni quotate si attesta a 2,9 miliardi. Ancora una volta le scelte del Berlusconi imprenditore si incrociano con quelle del Berlusconi-politico in una miscela dove non è sempre chiaro quale delle due personalità prevalga, anche perchè sullo sfondo ci sono le vicende giudiziarie. Non va sottovalutato che proprio per le conseguenze della condanna per i diritti tv, Bankitalia ha costretto Fininvest a cedere il 20% di Mediolanum (parcheggiato per ora in una fiduciaria), restando con il 9,9%: contro questo provvedimento, l’ex cavaliere ha fatto ricorso al Tar ed è in attesa del verdetto.
IL TAVOLO
Non è la prima volta, quindi, che Berlusconi si siede a un tavolo negoziale per cedere Mediaset e il Milan, ma l’esito della nuova partita è tutt’altro che scontato. «È chiaro che siamo al centro dei giochi, ma non siamo venditori, siamo per partnership di minoranza, a loro può interessare?», ha detto nella mattinata di ieri Pier Silvio Berlusconi, durante l’assemblea di Mediaset riferendosi a Premium, la piattaforma commerciale a pagamento che fa gola a Rupert Murdoch, destinatario della domanda allusiva del vicepresidente del Biscione. Il tycoon australiano si è incontrato due giorni fa ad Arcore, come rivelato ieri da MF: ma Berlusconi avrebbe respinto proposte di partnership azionaria, visto che il candidato più accreditato per stringere un’alleanza rimane Vivendi, il gruppo francese presieduto da Vincent Bollorè, azionista di Canal Plus, con cui ci sono relazioni di vecchia data. Vivendi ha 10 miliardi liquidi e a breve entrerà in possesso dell’8,3% di Telecom che potrebbe essere coinvolta nella rete. All’incontro Berlusconi-Murdoch c’erano i rispettivi figli Pier Silvio e Lachlan e sembra che ai due delfini sia stato lasciato l’incarico di studiare forma di collaborazioni. Esclusi, comunque, i diritti tv, «esclusiva assoluta» del Biscione, come precisa Pier Silvio.
LA STRETTA DI MANO
Di sicuro la trattativa più avanzata è quella che ha avuto luogo ieri sera ad Arcore: con un’ora di ritardo, poco dopo le 19 è arrivato il broker thailandese Bee Taechaubol, accompagnato dalla moglie per discutere l’offerta per rilevare il Milan. Presente anche Barbara Berlusconi, ad del club rossonero. «L’offerta asiatica è vera», ha detto in mattinata Fedele Confalonieri. Ma le parole del presidente di Mediaset se confermano le buone intenzioni di Mister Bee, dall’altra lasciano il campo a ulteriori verifiche. Nel colloquio con Berlusconi, il broker thailandese era affiancato da Pablo Victor Dana, finanziere rappresentante di ADS-Securities, società di servizi finanziari di Abu Dhabi, che fa parte della cordata assieme a China Citic Bank International e da James Davies-Yandle, co-fondatore della Global Legends Series, società di cui Taechaubol è sponsor, che organizza partite fra ex campioni. Il pretendente valuta il Milan circa 1,1 miliardi: per il 51% offre quindi poco più di 500 milioni. Prezzo e quote sono comunque variabili, dovendo considerare i 248 milioni di debiti. Anche se l’offerta è vera, c’è chi dice che vada ancora verificata, nel senso che non sarebbero state presentate tutte le credenziali definitive. Nessun consiglio Fininvest sarebbe convocato. Ma l’incontro di ieri sera si è concluso con una simbolica stretta di mano. Chi conosce il Cavaliere sa che non basta, ma dopo una notte di riflessione è possibile che oggi possa arrivare l’accelerazione finale. Prima di vendere, l’ex cavaliere vuole ampie garanzie, economiche e non.
I CONTI
L’eventuale uscita dal Milan, la vendita del 20% di Mediolanum e di una quota di Premium, farebbero entrare nelle casse di Fininvest oltre 2 miliardi, un tesoretto che permetterebbe alla holding di invertire rotta verso nuovi investimenti. Sembra escluso che parte dei soldi venga girato agli azionisti sotto forma di extra-dividendo, anche se qualcuno dei cinque figli dell’ex cavaliere non disdegnerebbe un anticipo dell’eredità.

Il Messaggero