Università, come scegliere quella giusta

concorsi-universitari

Vacanze agli sgoccioli, anno accademico alle porte e ancora nessuna idea su quale università frequentare? Ingegneria o medicina? Scienze della comunicazione o biologia? La scelta della facoltà universitaria è uno di quei momenti spartiacque nella vita di una persona che va ponderata con tutta la cura e l’attenzione del caso. Chi si accinge ad una decisione così importante per il proprio futuro, infatti, deve tener conto di numerosi fattori, dalle proprie inclinazioni e aspirazioni alla qualità dei servizi offerti dalle università italiane fino al rapporto tra corso di studi e mondo professionale.

Uno degli aspetti principali da considerare è proprio la SPENDIBILITA’ DEL TITOLO UNIVERSITARIO sul mercato del lavoro. I dati del XIX Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati mostrano non solo come la laurea continui a rappresentare un investimento contro la disoccupazione, soprattutto nel lungo periodo, ma anche come alcuni studi universitari possano risultare più ‘utili’ di altri per trovare lavoro.

Dal Rapporto AlmaLaurea – che ha coinvolto oltre 75 mila laureati magistrali biennali del 2011 a cinque anni dal conseguimento del titolo – emerge infatti che i laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria mostrano le migliori performance occupazionali, con un tasso di occupazione superiore al 90%. A seguire, i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86%, per entrambi).

Di poco inferiori alla media sono, invece, gli occupati degli ambiti disciplinari linguistico e politico-sociale, agraria, educazione fisica (tutti intorno all’82%). Il tasso di disoccupazione invece, a cinque anni dalla laurea, rimane su valori più elevati tra i laureati dei gruppi letterario (15%), giuridico e geo biologico (14%, per entrambi), insegnamento (13%), psicologico, politico-sociale e agraria (11% in tutti e tre i casi).

Per quanto riguarda le RETRIBUZIONI invece, sono soprattutto i laureati di ingegneria e delle professioni sanitarie che possono contare sulle più alte retribuzioni: rispettivamente 1.717 e 1.509 euro. Retribuzioni superiori alla media anche per i colleghi dei gruppi economico-statistico, chimico e scientifico (superiore ai 1.500 euro per tutti). Non raggiungono, invece, i 1.200 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi psicologico, letterario e insegnamento. Anche le retribuzioni dei laureati dei percorsi di educazione fisica e giuridico registrano valori nettamente inferiori alla media.

Altro aspetto da considerare nella scelta della facoltà universitaria è la REPUTAZIONE goduta dalle varie realtà accademiche italiane. In base ai risultati del QS World University Rankings, una delle più note classifiche internazionali, tra i primi 200 atenei al mondo vi sono quattro università italiane: il Politecnico di Milano, l’Università di Bologna, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Tali istituti hanno raggiunto un notevole punteggio alla luce di diversi fattori, tra cui opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, numero di citazioni, risorse dedicate all’insegnamento e numero di docenti e studenti internazionali.

Secondo la classifica redatta dal Censis – che valuta l’ECCELLENZA delle università italiane considerando strutture disponibili, servizi erogati e livello di internazionalizzazione raggruppandole anche in base alla “classe dimensionale” dell’ateneo – Bologna primeggia nelle strutture e nell’internazionalizzazione tra le università statali classificate come “mega” mentre Perugia – che guida la classifica delle università “grandi” – ottiene ottimi risultati in quanto a comunicazione, servizi digitali e strutture. L’ateneo “medio” che si aggiudica il primo posto, è quello di Siena, soprattutto grazie alle borse di studio, mentre tra le università più piccole guadagna il podio quella di Camerino.

Per quanto riguarda le università di Roma, La Sapienza si posiziona al quarto posto nella classifica degli atenei “mega” grazie alle borse di studio offerte agli studenti, Tor Vergata si attesta al decimo posto tra gli atenei “grandi”, grazie alle strutture messe a disposizione degli studenti mentre Roma Tre è al tredicesimo posto con un buon punteggio sulla comunicazione e i servizi digitali. La statale di Milano invece si conferma terzultima, ma la città lombarda si riprende grazie al Politecnico e alla Bocconi, la migliore tra le università private italiane.

Infine, coloro che sono ancora indecisi sul corso di laurea da seguire nei prossimi anni possono ricorrere all’UniTest, il Social TEST D’ORIENTAMENTO dell’Università Niccolò Cusano che aiuta i ragazzi ad individuare, tra le tante facoltà, quella davvero adatta e in linea con le proprie inclinazioni e aspirazioni. Si tratta di uno strumento semplice ma efficace – disponibile gratuitamente all’indirizzo http://unitest.unicusano.it/ – capace di fornire un profilo di studi quanto più possibile in linea con la personalità e le attitudini di chi risponde al questionario.

 

Adnkronos