Unioni civili, tutto rinviato

Senato

Roma – Tutto rimandato, di una settimana. Dopo la decisione del M5S che ha affossato il ‘canguro’ e complicato notevolmente il cammino del disegno di legge sulle unioni civili, il Pd chiede e ottiene un lungo time-out per raccogliere le idee e trovare una soluzione. Si riprende il 24 febbraio, dopo che Maria Elena Boschi in persona chiede ai presidenti sei gruppi del Senato di esaminare prima il Milleproroghe.

Il calendario previsto è questo: mercoledì seduta unica dalla mattina e fino alle 22, il giorno dopo tutti in Aula fino alle 18. Cosa accadrà nelle due giornate è una pagina tutta ancora da scrivere. Oggi è il giorno in cui bisogna assorbire le ammaccature di ieri, oppure di avanzare richieste, a seconda dei punti di vista.

Non a caso Angelino Alfano, che in questa fase esce vincitore, commenta soddisfatto: “è il buon senso che vince sulla tentazione del Pd di strafare e su chi mi diceva che l’unica strada per fermare le adozioni gay era minacciare la crisi di governo. Speriamo adesso che il Pd comprenda che occorre ripartire dalla maggioranza di governo”. Tradotto: fallita la tentazione di ricorrere alle maggioranze variabili, Renzi tragga le conseguenze e ci dia piu’ ascolto. Sulle unioni civili, ma forse anche su altro.

CIRINNA’, PER ORA NON LASCIO LA POLITICA – Per ora non me ne vado”. Monica Cirinnà, dallo studio del Tg3, corregge le sue stesse frasi di stamane a Palazzo Madama, a caldo, sulla sorte della legge sulle Unioni civili e il suo impegno in politica.

Dunque “non penso di lasciare ma – ribadisce la senatrice Dem – non lascio il mio nome su una legge porcata. Ma questo non accadrà”, aggiunge Cirinnà che spiega ancora di non pensare a un abbandono della politica “perché ho messo la mia funzione al servizio di una causa”, pur confermando di sentirsi “estremamente amareggiata”.

Dalle parti del Nazareno il Pd fa quadrato per ricompattare le file al suo interno e altrove. Non a caso Orfini, la minoranza interna e Orlando in vario modo ribadiscono che la linea del partito è già stata decisa, e non si tocca. La stepchild adoption deve restare nel provvedimento, e basta. Ma Beppe Fioroni lascia capire che certe cose non sono piu’ da dare per scontate. “La legge sulle unioni civili è buona, credo che fare una riflessione sulla norma relativa alla ‘stepchild’ sia doveroso per non vanificare le attese”, spiega. Offre la sua via d’uscita, ma è l’offerta che finora è sempre stata respinta perché ritenuta irricevibile. Anche se ora l’Ncd la ripropone con maggiore vigoria. Nel frattempo, Qualcuno medita gesti definitivi. La senatrice Cirinnà, cui il disegno di legge sulle unioni civili deve il nome, si lascia prendere dallo scoramento e si dice sul punto di gettare la spugna, e lasciare la politica. Ma a questo punto la debacle sarebbe davvero troppo forte, e quindi si affretta a precisare piu’ tardi: pronta all’addio, ma non per ora. C’è ancora una settimana per vedere come andra’ a finire.

AGI