Unioni civili, il Pd tira dritto: nessuno stralcio sulle adozioni

CIRINNA

Sulle unioni civili il Pd conferma la sua linea: andare avanti senza stralci sul capitolo adozioni, nonostante la decisione di Beppe Grillo di lasciare al M5s liberà di coscienza sul provvedimento e il pressing di Angelino Alfano. Lo ha ribadito questa mattina il premier Matteo Renzi, nel corso del consueto incontro settimanale a Palazzo Chigi con i capigruppo dem di Camera (Ettore Rosato) e Senato (Luigi Zanda) e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

“Andiamo avanti sulle unioni civili, il Pd non è per lo stralcio dell’articolo sulla stepchild adoption. Si lavora per una maggioranza parlamentare che approvi il testo”, ha confermato Rosato dopo la riunione e ha precisato: “Non è una linea decisa questa mattina è da sempre la nostra linea. La decisione di M5s per la libertà di coscienza non l’ha modificata perché i pentastellati erano inaffidabili e restano inaffidabili”. Più tardi i senatori del Pd hanno chiesto un voto ‘”trasparente e palese”, evitando che “la libertà di coscienza si trasformi in una poco edificante palestra di opportunismi”.

Anche Monica Cirinnà, la prima firmataria del testo di legge che porta il suo nome, ha confermato su Twitter:
Sui diritti no a compromessi su #unionicivili @pdnetwork va avanti x rendere l’Italia +giusta+moderna+europea https://t.co/m6qbLlFK6r

— Monica Cirinnà (@MonicaCirinna) 8 Febbraio 2016

Di certo il cambio di rotta di Grillo ha rotto l’asse Pd-M5S che appariva come il passepartout per un’approvazione sicura e ha spaccato la base del Movimento, che continua ad intasare il blog di messaggi contrari alla decisione a sorpresa dal leader. Dopo le polemiche il M5s questa mattina ha corretto il tiro pubblicando una nota sul blog di Grillo, nella quale si ribadisce che la linea scelta sulle adozioni rispetta la Rete e le coscienze dei parlamentari. Il M5S voterà sì al ddl sulle unioni civili, come stabilito nella votazione sul blog, spiega il comunicato. Ma, siccome il quesito non conteneva domande sulla stepchild adoption, “Grillo e Casaleggio, in qualità di Garanti e in via del tutto straordinaria, si sono assunti la responsabilità di lasciare ai portavoce la libertà di decidere secondo coscienza’ su un tema tanto complesso e delicato”. In sintesi: il voto della Rete non era sui bambini.

Arriva anche il tweet della capogruppo del M5s al Senato Nunzia Catalfo: “Unioni civili, 30 senatori del Pd non votano la legge. Colpa del Pd se non passa”.
@matteorenzi #unionicivili 30 senatori del PD non votano la legge. Colpa del PD se non passa.

— Nunzia Catalfo (@CatalfoNunzia) 8 Febbraio 2016

IL CASO: Le aziende dove i diritti non hanno sesso

In attesa dell’inizio del voto previsto per mercoledì, si è dunque riaccesa nel fronte dei contrari la speranza di poter rimettere mano al provvedimento. Da parte sua il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha assicurato questa mattina a Sky tg 24: “Non ci sarà nessuna ripercussione sulla maggioranza. È un disegno di legge parlamentare, ha seguito un suo percorso, il governo non ci ha messo bocca e ognuno è libero di dire la propria opinione, altrimenti saremmo in una caserma. Poi il Parlamento è sovrano nel prendere la sua decisione”. E ha proposto di affrontare il tema delle adozion in un’altra legge.

SCHEDA – Il ddl sulle Unioni civili

La tendenza sarebbe comunque quella di allungare i tempi in Aula facendo slittare alla metà di febbraio il voto sui punti critici del ddl Cirinnà in modo da consolidare nuove strategie. Intanto si organizza la conta dei voti. Sembra che con questa mission scenderà in campo il  sottosegretario Luca Lotti. Ma c’è chi azzarda già qualche calcolo. Tra le fila del Pd i cattolici sarebbero una trentina, ma lo zoccolo duro, quello degli irriducibili per il No, dovrebbe essere meno della metà. I no da parte dei Cinque Stelle non dovrebbe essere più di sette: su 35 senatori 28 si sarebbero schierati per il sì secondo un censimento di un gruppo di militanti del Movimento che si presentano su Facebook come “Amici 5 Stelle diritti civili e Lgbt”.  E c’è anche chi assicura che i verdiniani non faranno mancare il sostegno al governo anche su questo provvedimento. E che dunque i voti persi dei pentastellati si andrebbero a recuperare almeno in parte con i senatori di Ala e con quanti sono in coscienza favorevoli alle unioni civili.

La Repubblica