Unioni civili, il Pd gioca col fuoco: altra trappola per arrivare alle adozioni gay

GAY MARRIAGE BECOMES LEGAL IN CALIFORNIA

Una fretta ingiustificata. Il tentativo di far funzionare le trappole e passare dalle unioni civili alla possibilità di adottare un bambino da parte delle coppie gay. Il centrosinistra le sta tentando tutte pur di centrare l’obiettivo, disintegrare il concetto di famiglia, far spazio ai suoi interessi elettorali. La legge sulle unioni civili sarà incardinata al Senato entro il 15 ottobre, prima della legge di stabilità. Portare in aula subito il testo consente di mettere nella manovra le necessarie coperture. Con un emendamento catto-dem si cerca di calmare le acque (no stepchild ma affido), ma la tensione è alta.

I trucchi della legge sulle unioni civili
«Con il trucchetto del nuovo testo sulle unioni civili, il Pd si illude di avere vita facile. Non sarà così, perché impediremo forzature iniziando dalla calendarizzazione in aula di proposte che non sono neanche state adeguatamente vagliate. Tra l’altro il nuovo testo proposto dal Pd è una simil copia del testo Cirinnà e una presa in giro intollerabile. Si insiste infatti su un punto essenziale che riguarda le adozioni per le coppie omosessuali, dando il via libera all’abominio della compravendita dei figli attraverso uteri in affitto. Alla disgustosa ipocrisia del Pd opponiamo la nostra chiarezza»,  dichiara Maurizio Gasparri (FI). «Deve essere messo nero su bianco che una coppia gay non può adottare bambini, che uno dei due partner non può diventare genitore del figlio biologico dell’altro, che l’utero in affitto è un reato in Italia e come tale va pesantemente sanzionato. Non si può scardinare il diritto naturale. I figli non si comprano al supermarket».

«Con la proposta di sostituire nella norma sulla stepchild adoption l’adozione con l’affido, il Pd ammette che il ddl Cirinnà serve a legittimare l’utero in affitto. Si tratta di decidere se facilitare o cercare di impedire il ricorso a questa pratica», dice a sua volta Eugenia Roccella, parlamentare di Area popolare.

Il Secolo d’Italia