Unioni civili: Bagnasco si augura il voto segreto. Replica del governo: “A decidere è Grasso”. Polemiche sul canguro

Angelo Bagnasco

Il ddl Cirinnà sulle unioni civili ieri ha superato il primo voto in Senato  ma c’è tensione in Aula per i tempi d’esame decisi dalla presidenza sul provvedimento. Non solo. Resta duro lo scontro anche fuori con la Cei che fa sapere di augurarsi che sul testo ci sia il voto segreto e il governo che replica che si tratta di una scelta del presidete del Senato, non di quello della Cei. “I vertici della Chiesa hanno tutto il diritto di intervenire del dibattito pubblico ed esprimere una posizioni sui contenuti” delle leggi ma “intervenire sul calendario e sulle procedure di voto merita a pieno titolo la patente di un’ingerenza negli affari dello Stato che non dovrebbe competere alla Conferenza episcopale”. Lo afferma, interpellato al telefono sulle parole del cardinal Angelo Bagnasco, il senatore Pd Sergio Lo Giudice, tra i principali sostenitori del ddl sulle unioni civili

Bagnasco, ‘Voto segreto’. Pizzetti,presidente Cei non decide dibattito Senato – “Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine della Messa per la giornata del Malato commentando l’iter del ddl Cirinnà. “Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei”. Così il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd) commenta la dichiarazione del presidente della Cei Angelo Bagnasco che ha chiesto il “voto segreto” sul ddl Cirinnà per le unioni civili.

Gandolfini,super-canguro sarebbe colpo di mano – “Prendiamo atto che il Pd sta facendo di tutto per evitare che avvenga una discussione nel merito dei singoli articoli contenuti nel ddl Cirinnà. Dopo aver cancellato l’esame del testo in commissione, fatto senza precedenti nella storia della Repubblica, il Pd si sta adoperando per far votare il supercanguro Marcucci, al fine di blindare un testo che, ogni giorno che passa, suscita sempre più contestazioni anche tra le stesse fila dei dem”: così Massimo Gandolfini, presidente del Comitato difendiamo i nostri figlie promotore del Family day. “Se l’obiettivo del Pd è quello di far approvare un emendamento unico sostitutivo dell’intero testo senza permettere alcuna discussione – aggiunge – allora è arrivato il momento che le altre forze che sostengono l’esecutivo facciano tutto quello che è nelle loro possibilità per sventare questo colpo di mano che offende la democrazia, compreso provocare un’eventuale crisi di governo se ogni altra istanza venisse ignorata”.

In mattinata si è registrata la rivolta delle opposizioni sulla a proposta di procedere all’illustrazione degli emendamenti non articolo per articolo ma tutti insieme su tutto il provvedimento, che, secondo alcuni senatori, non trova riscontro nel regolamento.

“Atteggiamenti ostruzionistici”, “se pensate di tenerci qua mesi a discutere vi sbagliate” Così il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda risponde in Aula alle polemiche sulla procedura per l’illustrazione degli emendamenti.

La discussione, a questo punto, dovrebbe procedere con l’esposizione degli emendamenti all’articolo 1 nella giornata di oggi prima che,martedì, l’Aula voti sulle modifiche premissive presentate dal Pd e della Lega e, successivamente, sulle proposte di modifica all’articolo 1.

Ma l’Aula è tesa e volano accuse pesanti come quella del senatore Maurizio Gasparri a al Pd Sergio Lo Giudice di aver “comprato” suo figlio. Violento scontro verbale nell’aula del Senato, con Maurizio Gasparri che ha accusato Sergio Lo GIudice di aver “comprato” il proprio figlio. “Non ti permettere” ha replicato il senatore Dem, che è stato difeso dal collega del Pd Francesco Russo. Gasparri ha esordito affermando che il ddl dovrebbe essere intestato a Lo Giudice e non alla senatrice Cirinnà, “stiamo facendo tutto questo, in particolare con l’articolo 5, perché serve a Lo Giudice. Ho letto un articolo di Belpietro – ha proseguito Gasparri – che trascrive una conversazione televisiva tra lui e Lo Giudice, che non ha risposto sul costo dell’acquisto del famoso bambino comprato”. Subito sono partite le proteste dal gruppo del Pd e dallo stesso Lo Giudice, che ha gridato “non ti permettere”. E visto che la senatrice Mussini ha gridato “lascia stare i bambini”, Gasparri ha subito replicato: “Bisogna lasciare stare i bambini, sono d’accordo. Non sono io che li compro. I bambini non si comprano”. “Ora basta!”, è sbottata Monica Cirinnà.

Intanto i Cattodem del Pd si dicono pronti allo strappo sul provvedimento mentre il Movimento cinque stelle fa sapere che voterà sì al testo Cirinnà anche se verrà stralciata la parte relativa alla stepchild adoption. La deputata Carla Ruocco, esponente del direttivo 5Stelle: “Voteremo il testo anche senza le adozioni, la stepchild adoption è un tema molto delicato. Abbiamo dato libertà di coscienza – ha aggiunto Ruocco – per rispettare tutte le sensibilità presenti nel Movimento”.

Riunione Cattodem, ‘canguro’ crea problemi – Il ‘canguro’ Marcucci, il nodo della stepchild adoption e quello della libertà di coscienza: sono stati questi alcuni dei temi oggetto di un pranzo, nel ristorante di Palazzo Madama, dell’ala cattolica del Pd. Al tavolo alcuni dei componenti più ‘battaglieri’ dei Cattodem: da Stefano Lepri a Rosa Maria Di Giorgi. E, con loro, il ‘pontiere’ Giorgio Tonini al quale il gruppo contrario al punto dell’adozione spiega la propria posizione anche alla luce dell’incombente emendamento premissivo Pd. Il ‘canguro’, infatti, “crea non poche difficoltà”, afferma Di Giorgi al termine del pranzo riassumendo così anche l’auspicio che, in queste ore, prevale nell’ala cattolica Dem: quella del ritiro del ‘canguro’ contestualmente al taglio del 90% degli emendamenti della Lega. E, non a caso e sempre nel ristorante del Senato, si registra un colloquio tra Lepri e il leghista Stefano Candiani. Ma è difficile che la moral suasion Cattodem abbia effetto: il patto tra Pd e Lega, a meno di colpi di scena, sembra definitivamente franato.

Il tutto mentre il tema delle Unioni civili per le coppie omosessuali (ma anche eterosessuali) ma soprattutto quello della stepchild adoption, l’adozione del figlio del convivente, la norma più dibattutta del provvedimento, sbarca a Sanremo con la partecipazione ieri di Elton John e i nastri colorati portatid a alcuni artisti a favore della causa delle unioni civili.

E il cardinale Bagnasco sottolinea la necessità del voto segreto sul provvedimento. “Ci auguriamo – ha detto a margine della Messa per la giornata del Malato commentando l’iter del ddl Cirinnà – che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto”.

La replica del governo: “Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei”. Così il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd) commenta la dichiarazione del presidente della Cei Angelo Bagnasco.

ANSA