Ungheria, polizia lancia lacrimogeni contro i migranti. Orban: ‘Se quote Ue diventano legge, le acceteremo’

ORBAN

La tensione al confine fra Serbia e Ungheria bloccato dal muro fatto erigere dal governo di Budapest è sfociata in scontri che hanno causato almeno 300 al confine di Horgos. Secondo fonti mediche la metà ha riportato conseguenze per il lancio dei lacrimogeni mentre un’altra metà ha riportato ferite da taglio. Tra i feriti anche 20 poliziotti ungheresi.  La polizia ungherese ha lanciato lacrimogeni e usato cannoni ad acqua contro le centinaia di migranti che cercavano di sfondare la barriera di filo spinato al confine con la Serbia. Un migrante è stato condannato per ingresso illegale in Ungheria nella prima applicazione della nuova legge anti-clandestini.

Una risoluzione che autorizza l’Unione Europea e i singoli paesi a un’azione nelle acque territoriali libiche contro i barconi che cercano di portare migranti e rifugiati in Europa è stata presentata all’Onu. Il testo prevede anche il sequestro e la distruzione dei barconi.

“Se le quote nell’Ue passano a maggioranza –  ha detto il premier ungherese Viktor Orban – allora sono una legge e noi dobbiamo accettarla”.  Lo stesso premier ha pero’ detto che l’Ungheria dovrà ampliare il muro anche alla frontiera croata“, dopo quelli eretti alle frontiere serba e rumena. Davanti al muro sono scoppiati incidenti fra profughi e agenti ungheresi. Nuovo stop ai treni per la Germania da Salisburgo dove circa 2000 migranti chiedono di partire. Angela Merkel insiste sulla necessità di un vertice europeo straordinario sull’emergenza profughi. In Grecia 5000 migranti sono passati in Macedonia in 24 ore. Incidenti sono scoppiati a Horgos, davanti al muro al confine con la Serbia. Gruppi di migranti esasperati hanno cercato di abbattere il filo spinato e hanno lanciato pietre contro i poliziotti. In un clima di grande tensione, i migranti hanno lanciato coperte sul filo spinato cercando poi di abbatterlo tirandole.

Il presidente Mattarella chiede un’assunzione di responsabilitàdell’Ue per governare il fenomeno ‘epocale’ dell’immigrazione e Bruxelles osserva che in Italia gli hotspot iniziano a funzionare: via ai ricollocamenti da inizio ottobre. “Serve una risposta comune e complessiva dell’Unione” che preveda un quadro complessivo, dagli hot spot ai rimpatri e alle quote di accoglienza, “solo così si può avere una risposta efficace”. Questa è la risposta del presidente Mattarella ai giornalisti che gli chiedevano delle pressioni sull’Italia per aprire gli hot spot. “Serve una risposta comune e complessiva della Ue che riguardi la politica di respingimento in tutti i suoi aspetti e i vari tipi di interventi, dal salvataggio delle vite umane agli hot spot, dai rimpatri alle quote di accoglienza”, ha spiegato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giornalisti che, a Vienna, gli chiedevano delle pressioni su Italia e Grecia per aprire rapidamente i centri di identificazione dei migranti. “Occorre infatti – ha aggiunto – una politica dell’Unione, una gestione complessiva del problema ed è solo in questo modo che si può avere una risposta efficace” all’emergenza immigrazione che sta investendo l’Europa. A chi gli chiedeva poi se fosse necessario un vertice straordinario dell’Unione Europea dedicato all’immigrazione, il capo dello Stato ha replicato: “Ce ne sarà uno a giorni, infatti”.

Secondo Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per l’immigrazione, ‘gli esperti di Easo, Frontex, Eurojust ed Europol sono in Italia e gli hotspot stanno iniziando a funzionare, quindi i ricollocamenti si potranno fare da inizio ottobre”.

ANSA