Ungheria arresta i migranti. Merkel: ‘Subito hotspot’. Migranti in sciopero della fame al confine Serbia-Ungheria

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La presidenza lussemburghese del Consiglio dell’Ue convoca un consiglio Affari interni straordinario il 22 settembre. In questa occasione la presidenza auspica di far approvare una decisione su un meccanismo provvisorio per il ricollocamento di 120mila profughi, si legge in una nota della presidenza.

Incontrando il re di Spagna anche il presidente Usa è intervenuto sulla questione migranti: Tutta l’Europa deve collaborare per risolvere la crisi dei migranti, ha detto Barack Obama.

Intanto un centinaio di migranti al confine di Horgos tra Serbia e Ungheria ha cominciato uno sciopero della fame per protesta contro la chiusura della frontiera dalla mezzanotte. La tensione è palpabile, con i migranti che hanno fischiato e scandito slogan al passaggio degli elicotteri ungheresi che dall’alto sorvegliano sulla situazione al confine.

L’Ungheria ha dichiarato lo stato di emergenza in due contee a sud che confinano con la Serbia. La decisione dà poteri speciali alla polizia e spiana la strada all’uso dell’esercito nella sorveglianza delle frontiere.

L’Ungheria ha arrestato 174 persone che stavano tentando di passare illegalmente il confine con la Serbia. Come riferisce il sito del quotidiano Guardian, lo ha dichiarato in una conferenza stampa Gyorgy Bakondi, consigliere per la sicurezza del premier Viktor Orban. Almeno 16 richiedenti asilo, ha aggiunto, sono stati inoltre respinti nel giro di qualche ora.

Il ministro degli esteri tedesco Gabriel attacca l’Ue che ‘ieri si è coperta di ridicolo’, la cancelliera Merkel chiede un vertice straordinario dell’Ue la prossima settimana e ‘hotspot’ in Italia e Grecia.

I Paesi dell’Est prospettano però un ‘problema politico’ sull’eventuale voto per il ricollocamento dei migranti.

Le autorità ungheresi hanno esaminato oggi 16 domande di asilo da parte di profughi bloccati al confine con la Serbia, respingendole tutte nel giro di poche ore. Ne danno notizia i media serbi, aggiungendo che altre 32 domande di asilo in Ungheria sono ancora oggetto di esame. La stragrande maggioranza dei profughi in marcia lungo la rotta balcanica non vogliono registrarsi in Ungheria nè tantomeno chiedere asilo a tale Paese. Per quasi tutti l’obiettivo è raggiungere la Germania, la Svezia o altri Paesi del nord Europa.

Nuovi dati sui profughi: per il Frontex oltre 500mila arrivi nei primi 8 mesi 2015; per l’Oim 464.876 hanno attraversato il Mediterraneo, con 2.812 morti.

Intanto si aggrava il bilancio del naufragio di migranti avvenuto all’alba nelle acque tra Grecia e Turchia: secondo il sito di Hurriyet, i corpi recuperati dalla guardia costiera turca sono almeno 22, tra cui quelli di 4 bambini, mentre 211 persone sono state tratte in salvo.

S&P, gestione crisi incognita per rating – La capacità di trovare soluzioni condivise alla crisi dei rifugiati da parte dei Paesi dell’Ue rappresenta “la maggiore incognita per i rating sovrani”, e “un compromesso al ribasso potrebbe indicare che restano problemi di governance, un fattore chiave per i rating sovrani”. Lo scrive Standard & Poor’s, secondo cui una cattiva gestione “può portare a populismo e xenofobia”.

Boldrini, faremo hotspot se pacchetto completo – “Gli hotspot fanno parte di un pacchetto di interventi. Noi li faremo se il pacchetto sarà’ completo. Deve iniziare tutto insieme “. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini a Di Martedì’.

Gentiloni, risposta Europa ancora non basta – “La riunione di ieri non mi sembra sia andata troppo bene: l’Europa ha riconosciuto che la crisi è europea ma non ha risposto bene. Non si può scaricare il peso dei migranti sui Paesi di arrivo e noi lo abbiamo detto agli amici europei: andremo avanti con il lavoro sugli hotspot nella misura in cui l’Europa andrà avanti a prendersi le sue responsabilità”. Lo dice il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Di Martedì.

ANSA