Una corazzata di titolari dietro a Klose

Klose

Parlare della Germania significa anzitutto elogiarne l’eccezionale ruolino di marcia, la costanza, cioè, con la quale arriva in fondo alle manifestazioni cui partecipa. Al Mondiale, troviamo i tedeschi presenti 12 volte fra le prime quattro: è uno score unico, che certifica l’eccellenza di una scuola ed evidenzia pure le doti caratteriali e morali di un popolo. Andiamo ai dettagli.

Numeri e record Nessun’altra nazionale ha giocato 7 finali del Mondiale e 6 del campionato d’Europa. I successi sono esattamente ripartiti: 3 allori mondiali (1954, 1974, 1990) e altrettanti titoli continentali (1972, 1980, 1996). Già perché la Germania è arrivata per 8 volte fra le prime quattro di un Europeo, e pure questo è un record. Ma l’elenco dei meriti va oltre: 1) vanta il maggior numero di partecipazioni agli Europei, undici; 2) complessivamente è la nazionale europea col maggior numero di presenze e di partite disputate nelle due massime competizioni; 3) è la squadra europea con la migliore continuità di risultati in queste due competizioni; 4) a livello di torneo continentale condivide con la Spagna il record di vittorie (tre); 5) nel Mondiale è in assoluto la nazionale col maggior numero di partite giocate, 88.

Come stanno Dei mostri di regolarità, questi panzer: e stavolta, come sono messi? Come al solito, cioè benone, se guardiamo all’insieme. Hanno però l’esigenza di recuperare Mario Gomez, lungodegente nella Fiorentina, e di presentare in condizioni atletiche ottimali Klose, che va per i 36… Il c.t. Joachim Löw, che raccolse nel 2006 il testimone da Jurgen Klinsmann (che oggi guida gli Usa), ha assemblato i blocchi dei due club predominanti nella Bundesliga, cioè Bayern Monaco e Borussia Dortmund, creando un gruppo molto affiatato e soprattutto ricco di alternative. Tanto che in diversi ruoli si fatica a individuare un titolarissimo.

Chi sono I bavaresi forniscono 7 potenziali titolari. E cioè il portiere Neuer (sicuro del posto fisso), il difensore Jerome Boateng, i mediani Lahm (che è pure il capitano e quindi è un altro da posto fisso: tornerà terzino se Höwedes non recupera dall’infortunio) e Schweinsteiger, una coppia di ferro; e poi il terzetto di fantasisti-stoccatori-faticatori formato da Müller, Kroos e Götze. Da Dortmund vengono prelevati i difensori Schmelzer e Hummels (titolari, diremmo), il centrocampista Sven Bender (Gundogan è infortunato) e la punta Reus. E sono tutti di primissimo piano. Aggiungiamo a questo punto gli «inglesi»: Schürrle del Chelsea e i tre dell’Arsenal, cioè il difensore Mertesacker, il centrocampista Özil e la punta esterna Podolski che si somma ai due centravanti «italiani», Klose (Lazio) e Gomez (viola). Signori, ecco formata una nazionale da paura…

In campo Il sistema di gioco è quello maggiormente diffuso in Champions League, quattro difensori, due mediani a copertura e sostegno per i tre fantasisti piazzati dietro l’unica punta, Miroslav Klose, destinato a superare il record di segnature, 68 centri, che detiene insieme con Gerd Müller, cannoniere Anni ‘70. Solo che Gerd Müller ai tempi giocò appena 62 partite e quindi ha una media reti inattaccabile: 1,1 a partita. Klose vanta 131 presenze con una media gol a partita comunque eccezionale: 0,52. Il più presente in maglia bianca è un’altra nostra vecchia conoscenza, Lothar Matthäus, con 150 partite. Difficile che Klose, 36 anni, riesca ad acciuffarlo. Ma mai dire mai.

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