Un Presidente per i marò «Detenuti ingiustamente»

MARO'

Nel sessantanovesimo anniversario della Liberazione, il primo pensiero del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è per loro, per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò trattenuti illegalmente in India da oltre due anni per avere ucciso due pescatori indiani in una operazione antipirateria. «Fanno onore all’Italia i nostri due marò trattenuti ingiustamente e da troppo tempo lontani dalla Patria», le parole pronunciate dal Capo dello Stato al Quirinale. Ma in piazza del Duomo, durante una manifestazione per il 25 aprile, un gruppo di manifestanti alla vista dei militari del servizio antiterrorismo, lancia il coro shok: «A morte i due parò».

Napolitano parla all’indomani dell’avvio della procedura per l’arbitrato internazionale che potrebbe finalmente portare al rimpatrio dei due fucilieri. Ma, nei pensieri del Presidente, ci sono anche le forze armate. Ancora una volta Napolitano pronuncia parole importanti contro l’antimilitarismo e i tagli indiscriminati alla Difesa, pur non citando direttamente gli F5. Napolitano invita a razionalizzare le Forze Armate senza cedere a vecchie pulsioni antimilitariste. «Dobbiamo procedere, nella piena, consapevole valorizzazione delle Forze Armate che continuano a fare onore all’Italia – dice il Capo dello Stato – in un serio impegno di rinnovamento e di riforma, razionalizzando le nostre strutture e i nostri mezzi, come si è iniziato a fare con la legge in corso di attuazione, e sollecitando il massimo avanzamento di processi di integrazione al livello europeo. Potremo così soddisfare esigenze di rigore e di crescente produttività nella spesa della difesa, senza indulgere a decisioni sommarie che possono riflettere incomprensioni di fondo e perfino anacronistiche diffidenza verso lo strumento militare, vecchie e nuove pulsioni antimilitariste».

«Il presidente ha detto una cosa importante: bisogna immaginare una spesa produttiva, non tagliare qualsiasi cosa a prescindere – è il commento del ministro della Difesa Roberta Pinotti – Il riferimento è a chi fa demagogia dicendo che tutte le spese sono inutili».

La linea del governo in questo senso non si scosta dalle indicazioni che arrivano dal Colle. A tal proposito, Napolitano e il presidente del Consiglio Matteo Renzi si vedranno oggi per fare il punto della situazione, soprattutto sulle riforme dopo lo strappo di Berlusconi. Secondo fonti parlamentari, l’incontro non uscirebbe da quella che è la normale dialettica istituzionale, che vede il Capo dello Stato ed il premier tenere assidui contatti. Un breve colloquio tra i due c’è stato anche ieri a marine della cerimonia del 25 aprile. Napolitano ha parlato al presidente del Consiglio che ha annuito a lungo. «Domani alle 10 (ogg ndr.) vedo il presidente ucraino che poi va dal Papa», dice Renzi a Napolitano in un fuori onda captato da RaiNews24 . Il Capo dello Stato sussurra qualcosa e il premier risponde: «Aspetto una convocazione. A qualsiasi ora». Renzi, al termine del colloquio con Napolitano, si è intrattenuto anche con Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, autore giovedì della lettera con la quale invitava il premier a valutare l’ipotesi di tornare alle urne.

Tra i temi che Napolitano e Renzi affronteranno dovrebbe esserci anche il semestre europeo di presidenza italiana. A proposito di Ue, Napolitano osserva che in Europa si ha il bisogno di «un ulteriore sviluppo del processo di integrazione, anche in senso politico» per «parlare da europei con una voce sola, per far pesare nei nuovi equilibri globali quelle tradizioni e quelle potenzialità che possiamo ormai esprimere solo unendo i nostri sforzi». Un’Europa unita «anche nel campo della difesa e della sicurezza».

IL TEMPO