Ue, accordo su Brexit. Vienna, stretta alle frontiere

EUROPA UE BRUXELLES 2

Bruxelles –  E’ ufficiale. Il presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk, ha annunciato su Twitter (il sistema di comunicazione preferito dai leader Ue stasera) che “l’accordo c’e’” per scongiurare l’uscita del Regno Unito dalla Ue, la ‘Brexit‘, e sottolinea che “il sostegno all’accordo e’ stato unanime”

Prima di Tusk era stato il presidente lituano, Dalia Grybauskaite, ad anticipare su Twitter il raggiungimento dell’intesa tra l’Ue e Londra, durante la cena di lavoro tra i Ventotto leader.. “Il dramma è superato“, ha scritto sul suo account.

CAMERON –  “Ho negoziato un accordo per dare al Regno Unito uno status speciale nell’UE“, scrive il premier David Cameron su Twitter. L’accordo sarà presentato “al governo domani (sabato)”. Cameron è convinto che “la Gran Bretagna sarà piu’ forte se resterà dentro l’Ue” piuttosto che fuori dai Ventotto.

L’INTESA – Tra le misure su cui è stata raggiunta l’intesa c’è un periodo di 7 anni in cui ibenefici del welfare britannico non saranno applicati ai nuovi immigrati. Viene esplicitamente previsto che un’eventuale Unione Europea più forte non riguarda la Gran Bretagna. L’intesa ovviamente decadrà se i sì dovessero vincere il referendum del 23 giugno. In quel caso Londra abbandonerebbe la Ue.

RENZI – Matteo Renzi, dopo l’intesa, ha annunciato che “nei prossimi mesi sarà necessaria una riflessione sull’Europa“. Il premier italiano ha definito l’intesa “un buon compromesso” sottolineando che “ora la parola ” sul futuro di Londra nell’Ue o fuori “spetta ai cittadini britannici” che si esprimeranno con un referendum.

Sulla gestione europea dell’emergenza migranti, con i paesi dell’Est Europa “non ci sono tensioni, non ci sono ricatti, non ci sono minacce”: ma, ha chiarito Renzi, “dico solo che la solidarietà non può essere monodirezionale, è ‘double face’ e se si è solidali nel prendere i fondi europei lo si deve essere anche nel dare assistenza ai migranti”. La polemica è partita ieri con le dichiarazioni di Renzi durante il dibattito dei leader sull’immigrazione, ed è proseguita oggi con la risposta del governo polacco in cui si invitava il premier italiano a non fare ricatti.

VIENNA SFIDA LA UE – Il dibattito tra i leader europei si era prolungato nella notte dopo l’annuncio austriaco di voler fissare dei limiti agli ingressi di profughi nel paese.

La Commissione europea ha risposto che si tratta di una politica “completamente incompatibile con gli obblighi dell’Austria secondo le norme europee e internazionali”.

Al suo arrivo al Consiglio, il premier socialdemocratico Werner Faymann aveva invece ribadito che l’Austria, fra i paesi piu’ “ospitali” con moltissimi migranti e richiedenti asilo gia’ accolti, non accetta di doverli accogliere tutti.

Inoltre, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha puntato il dito a sorpresa contro i paesi dell’Est Europa, ovvero il gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia), particolarmente refrattari a partecipare alla redistribuzione dei profughi, uno dei pilastri della politica Ue per la gestione dei flussi migratori messa a punto l’anno scorso.

Il limite di 80 richieste giornaliere di asilo politico stabilito dall’Austria per frenare il flusso migratorio è entrato in vigore oggi, nonostante le critiche della Commissione Europa. Lo ha confermato la polizia.

“Gli ‘assoli’ nazionali non sono auspicabili”, si e’ limitato a dire il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker

L’Austria non cambia idea sui migranti. Ha gia’ fatto piu’ di quello che doveva, ora spetta agli altri fare altrettanti, ha ribadito il cancelliere austriaco Werner Faymann, “adesso e’ il turno degli altri”

Berlino ha assicurato che non accettera’ soluzioni unilaterali alla crisi dei migranti, lasciando “tutto il peso alla Germania. Sarebbe inaccettabile e alla lunga non sarebbe senza conseguenze per noi”.

Nel frattempo transiti limitati anche in Serbia, Macedonia, Slovenia e Ungheria – In particolare le autorita’ serbe hanno chiuso il confine con la Macedonia. Il governo di Belgrado aveva comunicato che lascera’ passare per il suo territorio 3.200 migranti al giorno e, come l’Austria concedera’ l’asilo solo a 80 profughi.

L’Ungheria chiudera’ tre passaggi ferroviari con la Croazia, a partire da domenica. Si tratta tre punti dai quali entrarono nel 2015 i migranti diretti in Germania: Murakeresztur-Kotoriba, Gyekenyes-Koprivnica e Magyarboly-Beli Manastir.

AGI