Ucraina, sangue prima della tregua

UCRAINA

MOSCA Vigilia di sangue in Ucraina orientale in attesa dell’inizio del cessate il fuoco fissato per questa mezzanotte. I contendenti sul terreno tentano di guadagnare le migliori posizioni possibili. Lo scontro più duro si registra intorno al nodo ferroviario strategico di Debaltsevo, dove i governativi sono circondati da giorni.
Bombardamenti sono segnalati anche a Gorlovka, Donetsk e Lugansk. Il bilancio delle vittime è pesante: a seconda della fonte varia da 11 a 20 persone uccise, tra cui pare anche un bambino ad Artiomovsk. «È terribile quanto sta accadendo – ci racconta Igor, i cui genitori sono chiusi dentro la propria cantina da giorni alla periferia di Gorlovka -. Non c’è una tv che lo mostri. L’edificio in cui abitavo prima di scappare è stato appena bombardato. Addirittura sono stati colpiti il cimitero e la miniera vicina. Mentre parlavo al cellulare con mia mamma ho sentito il sibilo di una granata che volava sopra la loro casa».
Secondo il ministero della Difesa ucraino i separatisti filo-russi tenteranno nelle prossime ore di assaltare la città portuale di Mariupol sul mare di Azov. Per questo le difese sono state ulteriormente rafforzate. Tenere la guardia più alta possibile è la volontà dei due contendenti, che non si fidano uno dell’altro.
LE REAZIONI
Come sempre succede in queste situazioni, le prese di distanza dagli accordi appena firmati non si sono fatte attendere. La ragione è semplice: ci si cerca di proteggere dalle frange più oltranziste del proprio schieramento. Il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin ha dato da intendere che Kiev non ha concordato alcuna modifica alla Costituzione, come invece annunciato dai mass media e da quanto si legge nei documenti ufficiali.
Gli stessi capi separatisti filorussi, usciti delusi dalla trattativa in Bielorussia, dimostrano irritazione per l’apparente disimpegno di Mosca. Secondo gli specialisti più attenti porranno ostacoli a più non posso. «La via per la pace è ancora lunga», ha detto il presidente ucraino, Petro Poroshenko. L’implementazione di Minsk-2 non sarà facile. Tanti sono i punti da dover rispettare compresa una tempistica non facile da seguire. Lunedì, ad esempio, dovranno ritirarsi le artiglierie pesanti.
LA SPERANZA
Minsk-2 rappresenta comunque «un barlume di speranza» ha sottolineato la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha aggiunto «è importante che dalle parole si passi ai fatti». L’accordo, stando al capo della diplomazia Ue Federica Mogherini, è un «risultato positivo» ottenuto grazie al gioco di squadra europeo. I Ventotto non hanno mancato di segnalare per l’ennesima volta che se qualcosa in Ucraina orientale andrà storto verranno immediatamente approvate misure. Il messaggio è diretto alla Russia, la quale – attraverso il portavoce del Cremlino Peskov – ribadisce di «non essere parte in conflitto». Mosca è soltanto un «garante».
Ecco quindi che dal Kazakhstan giunge la notizia che il “Quartetto di Normandia” (Russia, Ucraina, Francia e Germania), che ha mediato Minsk-2 con una maratona negoziale di ben 16 ore, potrebbe tenere un nuovo vertice, ad Astana questa volta, non appena la tregua ed il ritiro delle artiglierie verranno implementate.

IL MESSAGGERO