Ucraina, la situazione è sempre più tesa nella città di Odessa

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Situazione sempre più tesa e complicata in Ucraina, dove in queste ore l’epicentro del conflitto è Odessa, la città nel Sud del Paese ex sovietico, teatro negli ultimi giorni di scontri e di un incendio dalle dinamiche ancora incerte, costato la vita a più di 40 persone.

Ieri alcune centinaia di filo-russi hanno preso d’assalto la sede locale della polizia e hanno liberato 67 persone che erano state arrestate dopo le violenze di venerdì scorso. Nella città sono confluiti migliaia di nazionalisti dell’estrema destra ucraina. Capeggiati da alcune decine di attivisti con caschi e armati di bastoni, gli ultranazionalisti si sono riuniti ieri sera in un corteo e si sono prima recati davanti al quartier generale della polizia – accusata dal premier ucraino Arseny Yatsenyuk di non aver saputo, o voluto, bloccare i disordini – poi di fronte alla Casa dei sindacati, dove c’è stato l’incendio e dove i militanti del movimento di estrema destra Pravy Sektor hanno dispiegato una enorme bandiera ucraina.

Non ci sono stati disordini, ma il timore è di una nuova escalation, sulla scia di una situazione tesa in tutto l’Est, dove il governo ucraino sta tentando di far rientrare i movimenti filo-russi e impedire un nuovo scenario Crimea.

Nell’immediato, il timore del governo di Kiev è che la regione del Donbass possa seguire il copione della penisola ora annessa alla Russia, con il referendum annunciato per l’11 maggio.

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