Ucraina, la Nato alza in volo i jet-radar

NATO
ROMA Gli occhi della Nato si spalancano sulla crisi ucraina. Da ieri gli aerei-radar da ricognizione Awacs voleranno a ridosso dei confini che separano Romania e Polonia dall’Ucraina e “riferiranno” tutte le informazioni su movimenti aerei, navali e terrestri. La decisione dei 28 ambasciatori della Nato, ha detto una fonte Nato, «è un’azione appropriata e responsabile, in linea con la decisione di intensificare la nostra valutazione costante delle implicazioni di questa crisi per la sicurezza dell’alleanza». Gli Awacs decolleranno dalle basi di Geilenkirchen in Germania e Waddington nel Regno Unito.
TRUPPE RUSSE
Intanto sul terreno la situazione in Crimea si fa ancora più rovente in vista del referendum sull’adesione alla Russia in programma domenica prossima. Soldati filorussi hanno fatto irruzione in una base militare ucraina nei pressi di Bahk Cisarai, un villaggio tataro a pochi chilometri dalla capitale della Crimea, Simferopoli. Ai soldati ucraini sarebbe stato chiesto di «aderire alla Crimea indipendente». Sempre da Simferopoli una lunga colonna di mezzi blindati russi si è mossa verso ovest. A Chonhar, piccolo villaggio al confine amministrativo tra la Crimea e la regione meridionale ucraina di Kherson, uomini e donne si sarebbero sdraiati sulla strada per impedire il passaggio in Ucraina delle colonne di mezzi militari senza insegne ma ritenuti russi. A riferirlo all’agenzia Itar-Tass sono stati esponenti esponenti delle forze filo-russe di autodifesa della Crimea, secondo i quali «si tratta di provocazione di radicali ucraini». Secondo un rappresentante del consiglio del villaggio, citato da un giornale locale, i militari russi si sarebbero fermati alle porte di Chonhar, minando i campi e cominciando a scavare per i pali di frontiera. A Sebastopoli – 70% dei residenti russo – per portarsi avanti con il lavoro, il sindaco ad interim ha decretato che il russo sia la lingua ufficiale per i documenti di circolazione, finora compilati in ucraino. Il candidato alle presidenziali ucraine Vladimir Klitschko è stato bersaglio di un lancio di uova, sassi e petardi da parte di manifestanti filorussi mentre faceva campagna nella città orientale ucraina di Kharkiv dove, denuncia Mosca, domenica qualcuno avrebbe sparato contro «pacifici manifestanti» filo-russi. Da Kiev la reazioni è stata quella di annunciare una maggiore cooperazione militare con la Romania. Da oltrefrontiera, invece, ieri della crisi hanno parlato Obama e il presidente cinese Xi Jinping i quali hanno concenuto sulla necessità di una «soluzione pacifica» e sulla necessità di «difendere l’integrità territoriale» ucraina.
BAN KI-MOON E ASHTON
Non vedendo passi in avanti verso una soluzione della crisi, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon si è detto sempre più allarmato. E da Bruxelles la “ministra” degli esteri della Ue, Catherine Ashton ha fatto lo stesso lamentando «la mancanza di segnali di una de-escalation». Washington, a causa delle mancate risposte della Russia a quanto chiestole sabato scorso dal segretario di Stato John Kerry, ha decisio dui rinviare la visita di quest’ultimo a Mosca dove era atteso ieri dal suo omologo Lavrov.