Tutti contro Totti, Marotta: “Frasi lesive”. Nedved: “Mai arrivato a grande squadra”

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Tutti contro Totti, senza sosta e con ogni mezzo comunicativo. La Juve alza il muro dopo le polemiche legate all’arbitraggio di Rocchi nella partita contro la Roma e nel mirino dei bianconeri finisce soprattutto il capitano giallorosso. Quel «con loro è sempre lo stesso film: dovrebbero fare un campionato a parte» non è stato digerito dai campioni d’Italia. «Sono frasi gravi e lesive dell’immagine della Juventus – commenta Beppe Marotta durante “Il processo del lunedì” su Raisport – e non riesco neanche a capire il collegamento che lui fa. La Roma solo l’anno scorso è arrivata seconda a 17 punti dalla Juve, quindi in un campionato che noi abbiamo strameritato. Per il resto la Roma è arrivata seconda dopo l’Inter in alcuni campionati, ma mai dopo la Juve».

Francesco Totti è attaccato via social network da tantissimi tifosi juventini e in prima fila c’è anche Emma Winter Agnelli, moglie del presidente bianconero: «Spero che Totti se ne vada e che giochi nel suo campionato», scrive in inglese via Twitter. E la dose viene rincarata da Pavel Nedved, braccio destro di Agnelli e membro del Cda juventino. «Le frasi di Francesco, che stimo perché è un grandissimo campione, mi hanno fatto arrabbiare. Lui non è mai arrivato a giocare per una squadra così grande come la Juve – dice Nedved alla trasmissione “Tiki-Taka” di Italia1 – e per questo non capisce cosa vuol dire. Se giochi o lavori per la Juve, hai tutti contro. E dico di più: questo influisce anche sull’atteggiamento degli arbitri che capita abbiano paura di darci qualcosa a favore. Se il capitano della mia squadra dice quello che ha detto Totti alla sesta giornata non so se rimane capitano. Uno può dire che il campionato è falsato alla sesta giornata? Se da qui in avanti succede qualcos’altro cosa facciamo?».

Ci vorrà tempo per smaltire i veleni di questo Juve-Roma, anche perché lo scontro è a tutto campo e in mezzo finisce la “sviolinata” di Garcia. «Si dice la solita musica – attacca Marotta -, ma supportata da che cosa? Ci vogliono i fatti, non le parole. Quali sono i fatti incriminati? E poi volevo capire se la solita musica è riferita agli anni passati o alla questione di domenica. Garcia ha ragione nel dire che non è stato un bello spot la partita, soprattutto la scena dell’espulsione di Morata e Manolas. Ma da qui a parlare di campionato falsato, di Juventus che ruba il risultato, secondo me ne passa molto». E l’interrogazione presentata in Parlamento viene vista come una provocazione dall’ad bianconero. «Il fatto che alcuni politici si interessino a disquisire sulle decisioni arbitrali – attacca Marotta -, mi trova assolutamente contrario. Credo che si dovrebbero dedicare ai problemi della nostra Italia. Trovo fuori luogo completamente queste prese di posizione qualunquistiche che non fanno assolutamente bene al calcio e alla gente».

La Stampa