Tutino: io vittima di una lotta tra bande nel M5S

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“Quello che è successo non è stato deciso a Roma. O, per lo meno, non è stato deciso in Campidoglio. Mi sembra sotto gli occhi di tutti la lotta tra bande che attraversa il movimento che dovrebbe sostenere questa giunta. Io avevo fatto una scelta, avevo pensato di dare il mio piccolo contributo, una pietruzza per cambiare le cose”. Così, in un’intervista a La Repubblica, l’ex consigliere della Corte dei Conti Salvatore Tutino, che ieri ha rinunciato al ruolo di assessore al Bilancio del Comune di Roma. Ha rinunciato, spiega, “perché ho anche un ruolo istituzionale e devo difendere l’istituzione da cui provengo: certo non sono un ladro. E non mi ritengo uno della casta. Ho letto le parole di Roberto Fico. Non voglio usare per lui l’espressione utilizzata dal governatore della Campania De Luca. Fico dice che ha un dossier contro di me. Vediamolo, allora”. Per l’assessorato al Bilancio, sostiene Tutino, “ero l’unico candidato. Questo mi era stato fatto capire. Gli altri nomi erano stati messi lì a copertura. Lunedì, nel primo pomeriggio, mi è stato detto che sarebbe dovuta partire una mail verso il Consiglio della Corte dei conti per avviare le procedure necessarie per permettermi di fare l’assessore. Anche la sindaca avrebbe dovuto fare una telefonata al mio presidente”. E invece ieri “ho verificato che nulla di tutto ciò era stato fatto”. “La Raggi? È una persona stimabile, le faccio gli auguri. L’ultima cosa che volevo è crearle problemi. Spero che se la cavi”, concude Tutino.

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