Tsipras “commissaria” Varoufakis

Yanis Varoufakis

Dopo lo schiaffo dell’ Eurogruppo di venerdì a Riga a Yanis Varoufakis, il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ieri ha annunciato un rimpasto della squadra incaricata di negoziare con i creditori europei, nell’ennesimo tentativo di arrivare ad un accordo che consenta di sbloccare gli aiuti di cui Atene ha bisogno per evitare il default. Ma la nomina dell’economista Euclid Tsakalotos a coordinatore del gruppo incaricato di dialogare con il Brussels Group, che mette in secondo piano il controverso Varoufakis, di fatto commissariandolo, non sarebbe il solo gesto in direzione di un compromesso. Sempre più sotto la pressione dei partner europei e dell’opinione pubblica in Grecia, Tsipras sembra pronto a cedere anche ad altre richieste per ottenere i fondi necessari a rimborsare quasi un miliardo di euro al Fondo Monetario Internazionale nella prima metà di maggio. Il ministero delle Finanze ha annunciato in una nota che sta preparando un decreto con misure di bilancio e riforme strutturali, inclusa la pubblica amministrazione. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il primo ministro greco si appresterebbe a rinunciare ad una delle sue promesse di campagna elettorale più controverse, l’aumento del salario minimo, e ad accettare di destinare i proventi delle privatizzazioni al rimborso del debito. Tsipras, in un’intervista televisiva, si è detto fiducioso su un’intesa, che poi potrebbe essere sottoposta a referendum. VERSO UN COMPROMESSO L’esito dell’Eurogruppo di Riga è stato traumatico per Tsipras e il suo governo. Venerdì alcuni ministri delle Finanze della zona euro avevano accusato Varoufakis di essere un «bugiardo, perditempo e irresponsabile». Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, aveva chiamato direttamente Tsipras per informarlo dell’esito della riunione: un sintomo del collasso della fiducia dei partner nei confronti delministro delle Finanze greco. Ad Atene, nel fine settimana, si erano moltiplicati gli appelli alle dimissioni di Varoufakis. Alla fine, Tsipras ha deciso di confermare il suo ministro delle Finanze, che continuerà a avere la supervisione dei negoziati politici con i creditori, ma di rivoluzionare la sua squadra. Non c’è stata solo la nomina Tsakalatos: Nikos Theocarakis, il braccio destro di Varoufakis, è stato sostituito con George Chouliarakis, l’attuale rappresentante greco all’ Euro Working Group considerato un pragmatico pro-europeo. Dopo tre mesi di stallo, per la Commissione Europea è «importante che chiunque sia il negoziatore abbia un mandato pieno per trattare. Ora speriamo che lo abbiamo», ha detto una portavoce dell’esecutivo comunitario. Nei colloqui del Brussels Group – com’è stata ribattezzata la Troika – «i rappresentanti greci non presentavano dati e proposte o dovevano costantemente chiedere istruzioni», spiega una fonte. Ieri c’è stata una nuova riunione del Brussels Group, che potrebbe riconvocarsi entro la fine della settimana. Ma Berlino ha ribadito la sua «esasperazione». «Aspettiamo già da settimane, c’è troppa poca sostanza» nei negoziati, «siamo molto lontani da una soluzione completa e il tempo stringe», ha detto il portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, «molto tempo è stato sprecato e Atene ora deve presentare rapidamente una lista dettagliata di proposte», ma «non c’è alcun piano B sulla Grecia». L’obiettivo – ha detto Padoan – «è di ottenere un accordo rapido». Il ministro dell’ Economia ha escluso che l’Italia sia «a rischio contagio». La Grexit per ora spaventa soprattutto i cittadini greci: secondo un sondaggio, solo il 36% vuole che Tsipras vada alla rottura, contro il 50% favorevole a un compromesso. I tassi di popolarità di Tsipras sono crollati di quasi 30 punti nell’ultimo mese. Un fattore che – almeno questa è la speranza dei partner – potrebbe aver convinto il premier greco a scegliere un po’ più di pragmatismo.

Il Messaggero