Tsipras a Roma rassicura i creditori Renzi: insieme per cambiare la Ue

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La Grecia tenta di lanciare un messaggio rassicurante ai propri creditori, anche se non si impegna in modo specifico a scongiurare perdite sul capitale. L’Italia accetta di sostenere Atene ai tavoli europei e di combattere una comune battaglia per la crescita, ma tiene a distinguere la propria posizione da quella di un Paese in ginocchio per le conseguenze sociali della crisi. Sullo sfondo ci sono i decisivi incontri a Francoforte e Berlino, dai quali si potrà iniziare a capire quale piega prenderà la trattativa.
Il richiamo da parte italiana al confronto nelle sedi europee è una costante dei colloqui di ieri, sia quello tra i ministri delle Finanze Padoan e Varoufakis, sia quello che a Palazzo Chigi ha avuto come protagonisti Renzi e Tsipras. È un approccio che manderebbe in archivio una dei punti più suggestivi del programma elettorale di Syriza, la conferenza straordinaria sul debito immaginata come una sorta di contrappasso alla cancellazione dei debiti di guerra della Germania. D’altra parte è lo stesso primo ministro greco a mettere le mani avanti quando spiega di non volere «una nuova spaccatura tra Europa del Nord e del Sud» ma piuttosto «un’alleanza vantaggiosa per tutti». E i toni sono pacati anche quando Tsipras si impegna a non creare nuovo deficit che si accumulerebbe sulle spalle delle future generazioni, e poi garantisce che le ipotesi tecniche allo studio del suo governo sono «accurate». Ai creditori, o più precisamente ai contribuenti dei Paesi che finora hanno finanziato Atene, il nuovo esecutivo greco manda a dire che non conviene a nessuno una strategia in cui i prestiti devono essere sostituiti da altri prestiti, e quindi da nuovo debito. L’idea è che la Grecia possa onorare i suoi impegni con i proventi della crescita, quando arriveranno: «Anche i creditori non devono avere paura».
IPOTESI ALTERNATIVE
Ma degli strumenti specifici, del piano per la ristrutturazione del debito non si è parlato nell’incontro tra di due premier, e gli accenni sono stati limitati anche in quelli tra i ministri finanziari. Il comunicato del Tesoro spiega che Varoufakis ha illustrato le «linee generali» delle future iniziative di politica economica. D’altra parte Tsipras ripete più volte la propria disponibilità ad ascoltare «suggerimenti diversi» e quindi a prendere in considerazione ipotesi tecniche alternative. L’eventualità di un doppio swap (attuale debito contro obbligazioni legate alla crescita “bond perpetui”) viene derubricata da Varoufakis ad anticipazione giornalistica, probabilmente anche per evitare di indispettire troppo gli interlocutori ai quali dovrà essere prospettata. Padoan, senza entrare nel merito, concorda sul fatto che «l’attenzione alla crescita è prioritaria per garantire la sostenibilità del debito greco e per creare nuova occupazione nel Paese». Dal governo italiano ed in particolare da Renzi arrivano però dei distinguo ben precisi. Non solo quando il presidente del Consiglio ribadisce le differenze di opinioni tra lui e il suo ospite. Ma anche quando insiste a separare i piani: da una parte la battaglia per cambiare la direzione politica dell’Europa ed orientarla alla crescita, che può essere combattuta insieme; dall’altra l’«emergenza greca», che il Paese ellenico dovrà affrontare nelle appropriate sedi negoziali.

Il Messaggero