Troppe tasse nonostante la crisi: in sei anni pagati 29 miliardi in più

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In una delle fasi più critiche dell’economia italiana, le famiglie e le imprese italiane sono state letteralmente svenate dalle tasse, arrivando a pagare 29 miliardi in più in sei anni.  E’ quanto emerge dai calcoli effettuati dall’Ufficio studi della CGIA, l’associazione che rappresenta le PMI venete, secondo la quale, negli ultimi 6 anni, le imposte nazionali al netto del bonus Renzi sono salite del 6,1% e le tasse locali dell’8%. In valore assoluto le imposte nazionali (come l’IRPEF, l’IVA, l’IRES, etc.) sono aumentate di 21,6 miliardi e quelle locali (IMU, IRAP, addizionali comunali e regionali IRPEF etc.) di 7,7 miliardi di euro, traducendosi  in uno sforzo fiscale aggiuntivo di ben 29,3 miliardi di euro per famiglie ed imprese. Tra le principali tasse locali, solo l’IRAP (-4,2 miliardi pari a una variazione del -13 per cento) ha subito una contrazione abbastanza decisa: tutte le altre, invece, hanno registrato un netto aumento.

Tra il 2010 e il 2015 l’addizionale regionale IRPEF è aumentata di 3,1 miliardi di euro (+39%). L’anno scorso nelle casse dei governatori sono finiti ben 11,3 miliardi di euro. L’addizionale comunale IRPEF è aumentata di 1,4 miliardi (+51 per cento): nel 2015 questa imposta ha garantito ai sindaci un gettito di ben 4,3 miliardi di euro. L’imposta che ha subito l’incremento più sensibile è stata quella sugli immobili: se nel 2010 l’ICI consentì ai primi cittadini di incamerare 9,6 miliardi, nel 2015 i sindaci con l’IMU e la TASI hanno incassato ben 21,3 miliardi (variazione in termini assoluti pari a +11,6 miliardi che corrispondono ad una variazione del +120%).

Il Messaggero