Trenta milioni di motivi per passare il turno

Lazio Atalanta DI MARTINO TARE LOTITO 2

Una notte da 30 milioni di euro. Ma soprattutto una notte che vale due stagioni: la scorsa, conclusa al 3° posto meritando il preliminare Champions, e l’attuale, inevitabilmente condizionata dal risultato della sfida al Bayer. Stasera a Leverkusen la Lazio non può e non deve fallire, perché la qualificazione alla fase a gironi rappresenta uno step fondamentale per la società e la squadra. La differenza tra passare il turno (serve una vittoria, un pareggio o una sconfitta con un solo gol di scarto ma segnando almeno una rete) e non passarlo è abissale per le finanze biancocelesti, ma anche e soprattutto per la serenità di uno spogliatoio reduce da un mese complicato, tra voci di mercato e malumori portati dalla questione della fascia di capitano.
IL TESORETTO CHAMPIONS Il primo, evidente vantaggio portato dalla Champions è finanziario. Per la sola partecipazione al playoff la Lazio si è assicurata almeno 13 milioni (il 10% del market pool italiano, quest’anno superiore ai 100 milioni grazie agli oltre 230 milioni pagati da Mediaset per i diritti tv, più il premio da 3 milioni spettante ai club sconfitti al preliminare). L’accesso ai gironi varrebbe però altri 30 milioni: ai 12 milioni garantiti dalla Uefa per le squadre qualificate vanno aggiunti gli incassi delle tre gare (almeno 5-6 milioni), gli eventuali premi partita (1.5 milioni a vittoria e 500mila euro per ciascun pareggio) e una quota rilevante del market pool. Per la precisione, la metà dei circa 100 milioni sarebbero divisi in base al piazzamento dell’ultimo campionato tra Juventus (25 milioni), Roma (17.5) e Lazio (7.5), mentre gli altri 50 andrebbero spartiti in base al numero delle partite giocate (ecco perché, se oggi passasse il Bayer, i giallorossi e soprattutto i campioni d’Italia incasserebbero una cifra maggiore). Nella peggiore delle ipotesi ai biancocelesti spetterebbe una ventina di milioni e dunque, anche in caso di eliminazione nei gironi, il tesoretto Champions ammonterebbe ad almeno 40 milioni rispetto ai 13 già assicurati.
EQUILIBRI INSTABILI Ma la qualificazione in Champions sarebbe ancor più importante dal punto di vista sportivo. I primi 45 giorni della nuova stagione non sono stati semplici per mister Pioli. Al malumore della piazza per un mercato poco entusiasmante si sono aggiunti i dissapori interni allo spogliatoio per la cattiva gestione della fascia lasciata libera da Stefano Mauri. Ieri Candreva ha provato a mettere una pietra («Io capitano? È un capitolo chiuso») su un problema ancora irrisolto: stasera la fascia spetterebbe a Radu ma il romano l’ha chiesta. Vincere stasera allevierebbe i mal di pancia e scaccerebbe definitivamente, almeno per questa stagione, la voglia di fuga dei big, Lucas Biglia soprattutto.
UN REGALO DAL MERCATO Una settimana fa Pioli ha chiesto al presidente Lotito un attaccante ricevendo in dono Mauri, non proprio una punta. Per questo la società resta vigile e con i 30 milioni della Champions – sfumata l’ipotesi Villenha per il centrocampo, vicino alla firma con la Sampdoria – potrebbe fare un regalo al tecnico: la pista più concreta porta ad Alessandro Matri, in uscita dal Milan, cercato anche da Sassuolo e Atalanta ma con un ingaggio da oltre 2 milioni di euro netti. L’ipotesi Matos, attaccante proposto dal San Lorenzo, non convince la società, Campbell resta in stand-by mentre Gilardino è a un passo dal Palermo; sullo sfondo restano idee complicate come Pato e Adebayor, ma non sono da escludere nomi a sorpresa dell’ultimo minuto. Con la Champions sarebbe tutto più facile.

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