Tornado, trovata la prima scatola nera «Un errore umano»

Foto Tornado

ASCOLI Un errore umano alla base dello schianto tra i due Tornado sulle colline dell’ascolano. E’ questa ormai, anche se non confermata a livello ufficiale, la causa dell’incidente aereo avvenuto martedì scorso tra i due velivoli dell’Aeronautica militare e nel quale hanno perso la vita i quattro top gun Alessandro Dotto e Mariangela Valentini (piloti) e Giuseppe Palminteri e Paolo Piero Franzese (navigatori), tutti capitani partiti dalla base di Ghedi di Brescia e mai più tornati. Ieri, nella base militare lombarda sede del 6/o stormo dei Diavoli Rossi, è stata una giornata di lutto. Le famiglie delle vittime si sono incontrate con il Capo di Stato Maggiore Pasquale Preziosa.
E intanto, ad Ascoli, prosegue la ricerca costante degli altri due corpi non ancora ritrovati. Ieri le centinaia di uomini che stanno perlustrando le colline dei comuni di Ascoli, Roccafluvione e Venarotta hanno comunque ottenuto un risultato molto importante ai fini dell’inchiesta. Ovvero il ritrovamento di una delle due scatole nere dei Tornado che si sono schiantati tra di loro. E’ stata messa in custodia presso gli uffici della Squadra Mobile di Ascoli. La Procura sta valutando la possibilità di individuare un consulente al quale affidare l’incarico di ricavare gli elementi utili, anche perché le condizioni dello strumento di registrazione aerea sono pessime.
L’INCHIESTA
Una novità anche per quanto riguarda la definizione dei capi d’indagine. Dopo il disastro colposo, infatti, si aggiunge anche l’omicidio colposo. «E’ un atto dovuto- ha affermato il procuratore capo di Ascoli, Michele Renzo- dal momento che sono stati trovati due dei quattro corpi dei piloti deceduti». Ma, anche per quanto riguarda le indagini, si profilano comunque tempi abbastanza lunghi, mentre invece si vogliono affrettare quelli per il recupero degli altri due corpi mancanti. L’area da perlustrare, impervia e già incendiata dai rottami dei due jet, è però enorme, almeno di una sessantina di ettari quadrati, tra i costoni delle colline e dei monti del Parco della Laga, teatro della tragedia.
I TEST
E, sempre per accelerare i tempi, la Procura di Ascoli ha disposto l’esame del Dna per stabilire chi siano i due corpi ritrovati. L’incarico è stato affidato al medico legale Adriano Tagliabracci. Purtroppo risultano praticamente carbonizzati. Sono due uomini, ai quali, però, è stato impossibile, fino a questo momento, dare una identità. «Le ricerche continuano fino a quando li ritroviamo oppure finchè non avrà più senso continuare le ricerche» dicono dall’Aeronautica militare. E i vigili del fuoco, che coordinano le perlustrazioni, annunciano che si andrà avanti «ad oltranza» almeno fino alla fine della settimana con 250 unità tra le varie forze di polizia e i corpi dello Stato, procedendo a ranghi ridotti solo durante la notte. 
LA PROCURA
La Procura di Ascoli, in stretto coordinamento anche con quella militare, ha intanto proceduto ad acquisire tutti i tracciati radar relativi ai voli militari effettuati sulla dorsale adriatica nella giornata del 19 agosto, nonché tutte le comunicazioni radio avvenute tra le basi dell’Aeronautica militare e i piloti dei due Tornado precipitati. Non solo, sono stati invece già acquisiti i documenti presso le 4 strutture aeree dell’Aeronautica per l’esame dei tracciati radar. Si tratta delle basi di Abano Terme, sede logistica di «Padova Militare», l’ente al quale spetta il controllo del traffico aereo militare nel nord Italia, nonché quelle di Brindisi, Falconara e Poggio Renatico. Le indagini sono complesse. Sia per la Procura di Ascoli che per quella militare di Verona, seppur in ambiti distinti. Ascoli per disastro e omicidio colposo, Verona per la perdita dei Tornado. Da verificare, in particolare, i dati relativi all’altimetria: i voli a bassa quota, infatti, debbono rispettare precise regole.

IL MESSAGGERO