Torino-Roma 1-1: punizione di Pjanic, papera di Padelli, poi rigore dubbio

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Il malato è ancora grave, la convalescenza è lontano da essere solo un brutto ricordo. Così la Roma si butta ancora via proprio quando sembrava aver trovato il miracolo di una vittoria immeritata, con una palombella di Pjanic che si adagia velenosamente in porta su di una punizione innocua. All’ultimo respiro però la solita amnesia difensiva di Rudiger porta al patatrac del rigore poi realizzato da Maxi Lopez. Alla fine è un pari più che giusto. Perché il Torino aveva giocato meglio dei giallorossi nel primo tempo e aveva messo anima e cuore per tutta la partita. Proprio quello che manca alla Roma di Garcia, che sull’1-0 si divora il colpo del kappaò con Dzeko.
CUORE TORO — Ventura recupera Quagliarella e non ci rinuncia, preferendolo dal via a Maxi Lopez. Garcia, invece, ribalta ancora una volta le gerarchie e tra i pali rilancia Szczesny, ridando anche fiducia a Rudiger (che ha vinto in extremis il ballottaggio su Castan). A giocare meglio è il Torino, almeno nelle battute iniziali, dove sfiora per due volte il vantaggio prima con Belotti (parata ravvicinata di Szczesny su assist di Baselli) e poi con Bruno Peres (tiro da 20 metri deviato, che sfila di un soffio sopra la traversa). In generale la squadra di Ventura cerca di sfruttare l’ampiezza e di colpire la Roma con gli sbilanciamenti di Florenzi e Digne. Quando i due esterni difensivi giallorossi spingono, infatti, si aprono praterie per le ripartenze del Toro e gli inserimenti di Baselli e Acquah. La Roma, invece, non produce nulla e spesso dà l’impressione di non saper che fare con il pallone tra i piedi. Ventura, infatti, si chiude nei propri 40 metri e la squadra di Garcia senza campo non ha idee da sfruttare. In più al 25′ perde anche Gervinho (appena rientrato da tre settimane di stop) per problemi muscolari alla coscia destra, la stessa che l’aveva costretto al forfait. Ed a Garcia va bene in extremis, quando Belotti spreca scelleratamente un contropiede 4 contro 4, calciando da 20 metri in modo inopinato.
FUOCHI FINALI — La ripresa si apre con una cavalcata di 60 metri di Bruno Peres che mette i brividi e con il primo tiro in porta della Roma della partita (3′, lob da fuori di Nainggolan). Poi la partita torna ad essere una battaglia fatta più di duelli individuali che di organizzazione tattica. La Roma continua a non trovare sbocchi ed idee, il Torino gestisce campo e spazi, per provare a fare male in ripartenza. Al 17′ è ancora Bruno Peres a mettere paura alla difesa giallorossa con un traversone che taglia tutta l’area di rigore e su cui Belotti arriva con un soffio di ritardo a botta sicura. Poi al 24′ Baselli è costretto a lasciare il campo (graziato Nainggolan, poteva essere il secondo giallo), Dzeko e Iturbe si rendono pericolosi di testa. Sembra dover finire così ed invece i fuochi d’artificio devono ancora arrivare. Al 38′ la Roma passa con una punizione innocua di Pjanic scodellata in area, dove non interviene nessuno e Padelli si fa trovare fuori posizione. Ventura allora manda dentro Martinez e il venezuelano si rende subito pericoloso con una girata di sinistro in area. Poi Dzeko si divora il 2-0 e quando tutto sembra finito, solita dormita di Rudiger, con Manolas che entra in scivolata su Belotti. La dinamica non è chiara sul momento, lo diventa guardando i replay: il difensore greco – strattonato da Maxi Lopez, nel corso dell’azione – arriva per primo sul pallone. L’addizionale però concede il rigore, Maxi Lopez lo trasforma. Finisce 1-1, il risultato più giusto.

La Gazzetta dello Sport