«Tor di Valle, costi sovrastimati»

STADIO_ROMA

«I costi delle opere di compensazione presentati da Parnasi e Pallotta sono sovrastimati e gli interventi previsti insufficienti». Anna Maria Cesaretti, presidente della commissione Trasporti del Comune, va dritta alla matassa che avvolge il nuovo stadio di Tor di Valle. Il Campidoglio, giorni addietro, ha mandato le controdeduzioni al progetto presentato dalla Roma, accompagnandolo da diverse voci barrate. I 220 milioni di euro che la newco vorrebbe spendere per rivestire di «interesse pubblico» l’opera sono stati vivisezionati. E, secondo le stime degli uffici del Campidoglio, alcuni preventivi sarebbero anche più alti rispetto ai prezzi di mercato e comunque non tutti di utilità pubblica. 
I CONTI
Per Parnasi le opere viarie ammontano a 132,3 milioni di euro (lo svincolo della Roma-Fiumicino, il ponte sul Tevere, la sistemazione della Via del Mare e l’ammodernamento di arterie limitrofe). Si arriva alla fatidica cifra di 220 milioni di euro con parcheggi vip, messa a norma del tratto nei pressi del Tevere e via dicendo. Buio pesto, per il momento, invece sul trasporto su ferro: metro B fino a Tor di Valle (mancano 50 milioni di euro minimo) e potenziamento della Roma-Lido (gestita da Atac, ma di proprietà della Regione che non ne vuole sapere di tirar fuori un euro al di là degli interventi già previsti in passato).
LA TRATTATIVA
Ecco perché la trasferta istituzionale di domani a New York è come una finale di Champions: o dentro o fuori. Il sindaco Ignazio Marino e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo, grande sponsor dell’iniziativa, spiegheranno al presidente della Roma James Pallotta, e se ci sarà a Luca Parnasi, che così non va. Che vanno riviste gran parte delle opere di pubblica utilità, altrimenti il parere del Comune sarà negativo. E qui si entra nel secondo aspetto della trattativa di domattina (ore 17 italiane) negli uffici del numero uno giallorosso. Il Campidoglio pretende che a fronte di opere di compensazione «veramente strategiche per l’intero quadrante interessato», la cubatura dimagrisca. E di molto. Nel progetto iniziale si parla di 220 milioni di euro per mettere le mani su un milione di euro di metri cubi di cemento per uffici e aree commerciali. «Troppo», per il Comune. Che vuole scendere con i volumi edificabili e, allo stesso tempo, salire con gli interventi infrastrutturali nella zona. Possibilmente senza che siano sovrastimati. La partita è tutta qui. Gli esiti? Imponderabili.
L’INCONTRO
Ma intanto sulla visita istituzionale nella Grande Mela è polemica. Dal Comune spiegano che «il sindaco aveva programmato le ferie negli Usa e ha pagato i biglietti aerei di tasca propria». Federico Rocca, responsabile enti locali di FdI, attacca: «Quindi quanto costerà la missione e soprattutto cosa si diranno a New York che non si possono dire a Roma visto che Pallotta presto sarà nella Capitale?». Il consigliere capitolino Giuseppe Cantiani rincara la dose: «Perché Marino deve incontrare un privato negli Usa se la società ha sede in Italia? E per quale motivo una istituzione dovrebbe andare in missione ufficiale a parlare con un soggetto proponente che, in altre circostanze, si sarebbe recato in Campidoglio? Dovrà chiarire in Aula».

IL MESSAGGERO