Timoshenko, intercettazione choc«Vorrei sparare in testa a Putin»

Timoshenko

SULLA crisi ucraina soffia anche la bufera abbattutasi su Iulia Timoshenko. In una telefonata intercettata e pubblicata anche su YouTube, l’ex ‘pasionaria’ della Rivoluzione arancione si scaglia con violenza contro il presidente russo Vladimir Putin, dicendosi addirittura «pronta a imbracciare un mitra e sparare in fronte a questo mascalzone».
Parole violente, anche se pure Putin non andava per il sottile quando nel 2008 avrebbe minacciato di «far appendere per le palle» il presidente georgiano Mikhail Saakashvili durante la guerra in Georgia lo scorso agosto.
Ma la frase politicamente più esplosiva, che ha sollevato un polverone in Russia e in Ucraina, sarebbe un’altra: nella telefonata suggerirebbe di uccidere con armi nucleari gli otto milioni di ucraini di etnia russa, concentrati per lo più nel sud-est del Paese. La Timoshenko però sostiene che è una manipolazione per metterla in cattiva luce. «In realtà — scrive l’ex premier su Twitter — quello che ho detto è che i russi dell’Ucraina sono ucraini». La telefonata però è vera, e questo lo ammette anche Iulia. Risale al 18 marzo, e dall’altra parte del telefono c’è Nestor Shufrich, un deputato del partito delle Regioni del suo acerrimo rivale, il presidente destituito Viktor Ianukovich.

MA CHI c’è dietro l’intercettazione? Secondo la Timoshenko ci sono i servizi segreti russi: «Privit (ciao, ndr) Fsb», scrive l’ex premier su Twitter aggiungendo anche una faccina sorridente e scusandosi per il linguaggio «osceno». Lo zampino del Cremlino in questa storia pare tutt’altro che improbabile. L’Fsb starebbe facendo largo uso delle intercettazioni dopo la rivolta di Maidan. A inizio febbraio è emersa una telefonata della segretaria di Stato aggiunta Victoria Nuland, una dei vice del capo della diplomazia Usa John Kerry, che letteralmente invitava l’Ue a fottersi («Fuck the Eu») in relazione alla crisi ucraina.
Mentre appena tre settimane fa un’altra ‘telefonata rubata’ rivelava la voce del ministro degli Esteri estone Urmas Paet che parlando con il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton ventilava la possibilità che dietro la strage di Kiev vi fosse la nuova coalizione al potere in Ucraina. La frase russofoba di ‘Iulia’ — vera o falsa che sia — fa il gioco del Cremlino, che soffia sul fuoco delle tendenze separatiste dell’Ucraina sud-orientale, e accusa le nuove autorità di Kiev di minacciare i diritti dei russi e dei russofoni d’Ucraina. La morte di uno dei leader del movimento di estrema destra Pravy Sektor, potrebbe spaccare ulteriormente il Paese. Oleksandr Muzychko, detto Sashko Biliy (Sashko il bianco) è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia che lo stava arrestando a Rivne, nell’ovest dell’Ucraina.

 

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