Tevez: “Conte allenatore è il top”

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Carlitos Tevez vota Antonio: “Conte? E’ un top manager, il migliore, mi ha fatto crescere. Cosa gli manca per arrivare ai livelli di Ferguson o Mancini? Niente, lo dimostra in ogni partita”. L’Apache sogna la doppietta a occhi aperti (“dobbiamo lottare fino alla fine per lo scudetto e per l’Europa League”) e rifiuta l’idea di una Juve Tevez-dipendente: “La squadra è più forte di un singolo giocatore, qui il collettivo è fondamentale. Adesso comunque sto bene, ho recuperato e penso alla partita di sabato (contro il Bologna; ndr)”. 
I suoi numeri sono paradossali: 18 gol in Serie A, zero considerazione in Nazionale, nonostante le manifestazioni del suo pueblo. “La gente in Argentina sta facendo tanto per me – prosegue Tevez ai microfoni di Sky Sport -, e questo mi fa piacere. Io sono un uomo normale, non me la tiro”. 

DALLO STADIUM AL DA LUZ – Domani, vigilia di Juve-Bologna, Conte affronterà di prima mattina il plotone schierato della stampa, ma quasi certamente dribblerà ogni domanda sul suo futuro, come aveva già fatto prima della trasferta di Udine: “Il mio domani è una questione irrilevante, che adesso non deve preoccupare nessuno”. Le sue scelte di formazione saranno condizionate dalle decisioni del giudice sportivo (Ogbonna e Isla al posto degli squalificati Bonucci e Lichtsteiner) e dall’andata delle semifinali di Europa League, in programma giovedì in casa del Benfica. Possibile un altro turno di riposo per Vidal e Tevez, onde averli al meglio al Da Luz di Lisbona, con Marchisio e Giovinco nuovamente pronti a rimpiazzarli. 

BONUCCI: “JUVE DA 7,5, CI SIAMO MANGIATI LA CHAMPIONS” –Leonardo Bonucci, nel corso di una video chat su Juventus. com, carica a pallettoni la squadra in vista del rush finale in campionato e in Europa: “Inseguiamo il terzo scudetto consecutivo per entrare nella storia bianconera. L’Europa League? Vogliamo alzare la coppa. Con il Benfica ci giochiamo il passaggio alla finale che si giocherà a casa nostra, quindi metteremo in campo tutto quello che avremo sia a Lisbona che allo Stadium. Che voto darei alla stagione della Juve? Sette e mezzo, ripensando a quello che ci siamo mangiati in Champions League…” 

CONTE-JUVE, CI RISIAMO – Il futuro di Conte, e quindi della panchina juventina, è provvisoriamente congelato. Sembra la seconda visione del film dell’anno scorso. Allora, per riparare a un “non so se resto qui” pronunciato dal tecnico, la Juve organizzò una stretta di mano, a uso e consumo delle telecamere, tra lui e il presidente. Inutile dire che tutti i tifosi bianconeri si augurano di assistere a un finale identico. Uno scenario possibile, forse addirittura probabile, ma non ancora certo. 
Conte nicchia, prende tempo, si guarda intorno. Il suo contratto scadrà nel 2015 e non ha alcuna fretta di rinnovare. Prima vuole conquistare lo scudetto e l’Europa League, poi chiederà le garanzie tecniche necessarie per aggredire la prossima Champions: la conferma di Vidal e Pogba, l’ingaggio di un attaccante di caratura internazionale (Sanchez, Mandzukic) e di un paio di esterni per il 4-3-3: raggiunto un accordo di massima con Lulic (quadriennale a 2,5 milioni), ci sarà da “lottare” con il presidente della Lazio Lotito che chiede 17-18 milioni ed è interessato a uno tra Quagliarella, Isla e Ogbonna. Quelle garanzie che non ha problemi a offrirgli un Psg che lo tiene sotto osservazione e che intanto avrebbe incassato il definitivo no di Pogba, più attratto dall’idea di un eventuale trasloco al Real Madrid. In Ligue 1 ci sarebbe anche quel Monaco che, deciso a far fuori Ranieri, si era già fatto sotto l’anno scorso. Nel Principato – dove fra l’altro il fratello di Conte, Daniele, ha aperto un locale a’ la page – il tecnico bianconero troverebbe tutto e subito. Intanto all’estero si profila un interessante valzer di panchine illustri. E, in questo senso, vincere l’Europa League farebbe curriculum, come insegna Villas-Boas.

IN CASO DI DIVORZIO – E la Juve? Ora tutti gli sforzi e le attenzioni sono rivolti al finale di una stagione che può portare trofei e record assortiti. Dopodiché si valuterà se trasformare Conte nel Ferguson bianconero, come ha più volte auspicato l’ad Marotta, oppure se sarà arrivato il momento di divorziare. I possibili sostituti, a oggi, si contano sulle dita di una mano mutilata: fuori uso Prandelli, che ha rinnovato con la Nazionale per i prossimi due anni, i principali candidati sarebbero Spalletti e Mancini, oltre all’outsider Allegri e alla rivelazione Simeone, quest’ultimo dotato di un profilo così simile a quello di Conte da aver già destato l’interesse di molte big europee.

LA REPUBBLICA