Testa a testa in Austria, decisivi voti per posta

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Vienna – E’ testa a testa nel ballottaggio per le presidenziali austriache: con tutte le schede dei seggi scrutinate, il candidato dell’estrema destra anti-migranti, Norbert Hofer, è al 51,9% contro il 48,1% del rivale ecologista Alexander Van der Bellen. Un margine che lascia aperto l’esito della consultazione in attesa dello spoglio dei voti per corrispondenza, quest’anno pari a ben il 14% tra i 6,4 milioni di aventi diritto. Probabile quindi che si debba attendere lunedì per sapere il nome del nuovo presidente.

Il 45enne ingegnere aeronautico Hofer, il volto più moderato dello xenofobo Partito austriaco della Libertà (Fpo), era dato per favorito dopo l’affermazione al primo turno con il 35,1% (contro il 21% di Van der Bellen). Dal ballottaggio sono rimasti fuori socialdemocratici e popolari, i due partiti che hanno sempre guidato il Paese nell’era moderna, un terremoto politico che ha portato alle dimissioni del cancelliere socialdemocratico Werner Faymann.Si è trattato di un voto per lo più di protesta per l’aumento della disoccupazione e il rallentamento della crescita economica, coincisi con l’arrivo di 90 mila migranti nel 2015.

In Austria il presidente ha un ruolo per lo più cerimoniale, ma Hofer ha già avvertito che potrebbe ricorrere al suo potere di sciogliere le camere se il governo “causerà grave danno”, ovvero se non riuscirà a tenere sotto controllo l’immigrazione che ora arriva per lo più dall’Italia e dalla frontiera del Brennero. In questo caso si tornerebbe probabilmente alle urne e molti prevedono una avanzata del Fpo.

Vienna, intanto, prosegue nella stretta sui migranti che l’ha portata ad avviare i lavori (poi sospesi) per la costruzione di una barriera al confine del Brennero. E’ stato deciso l’invio di 80 poliziotti alla frontiera con l’Italia, dopo che il capitano (governatore) del Tirolo, Guenther Platter, ha denunciato l’aumento dell’arrivo di profughi nella zona del valico. “L’Italia non ha mantenuto le promesse”, ha lamentato, “non accetterò che gli italiani distribuiscano inefficaci tranquillanti su presunti controlli e da noi il numero di ingressi illegali aumenta nuovamente. Erano serie le promesse da parte del ministero dell’Interno italiano di effettuare i controlli sui migranti oppure uno stratagemma per impedire l’attivazione di un intervento austriaco al confine del Brennero?”. Il sottosegretario all’Interno, con delega all’immigrazione, Domenico Manzione, ha ribattuto che le dichiarazioni di Platter “non trovano conforto nei dati e spiace che vengano da un’autorità che ha concordato con noi la strategia di intervento”.

AGI