Terremoto, domani Renzi al vertice con Merkel: emergenza, flessibilità e rilancio del piano Juncker

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Tutto quello che serve dall’Europa per il progetto ‘Casa Italia’ “lo prendiamo”, ha detto ieri Matteo Renzi. E domani nel bilaterale con Angela Merkel a Maranello il presidente del Consiglio comincerà a porre la nuova questione che grava sui conti italiani: i costi dell’emergenza post-sisma e la ricostruzione, tutto da far quadrare in termini di flessibilità europea. Un intento più informale e politico che ufficiale, visto che l’agenda degli incontri di questo nuovo vertice intergovernativo tra Italia e Germania prevede un preciso punto all’ordine del giorno: la Brexit. Ma si tratta di un capitolo talmente ampio da permettere a Renzi e Pier Carlo Padoan di piantare precisi paletti nella direzione di una politica economica che si allontani dall’austerity.

Con inizio nel primo pomeriggio di domani nello stabilimento della Ferrari, il vertice di Maranello è stato programmato prima delle ferie estive e dopo la vittoria della Brexit al referendum britannico di giugno. Oltre a Renzi e Padoan, partecipano altri ministri: Carlo Calenda per lo Sviluppo Economico, Paolo Gentiloni per gli Esteri, il ministro degli Interni Angelino Alfano, la titolare della Difesa Roberta Pinotti e delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ognuno di loro avrà un bilaterale con il proprio omologo tedesco e al termine degli incontri si terrà la plenaria. E’ un vertice intergovernativo sulla falsariga di quello celebrato a Venezia con la Francia. Tra Italia e Germania invece l’ultimo vertice con questo format si è tenuto a Berlino nel 2014.

Sicurezza, lotta al terrorismo, migranti, crescita economica e occupazione sono i macro-temi su cui Roma e Berlino si confronteranno. Si tratta di trovare ricette nuove anti-euroscettici, ora che il referendum britannico ha rafforzato la propaganda anti-Ue. Una cornice propizia, così la considerano al Tesoro, per insistere su quelli che sono già stati cavalli di battaglia della presidenza italiana dell’Ue due anni fa. Nel bilaterale con Wolfgang Schauble, Padoan insisterà sul rilancio del piano Juncker per investimenti e crescita e sull’European unemployment insurance scheme, ammortizzatore sociale contro la disoccupazione già proposto da Roma durante il semestre italiano di presidenza dell’Ue. E poi migration compact, investimenti per l’Africa, finanziamento delle politiche di integrazione.

Insomma, un’Europa più sociale: non uno slogan ma obiettivo condito di misure concrete. Queste le intenzioni. Tra Palazzo Chigi e Tesoro si sono fatti l’idea che il vertice di domani sia l’occasione giusta per riprendere queste parole d’ordine e farne bandiera della nuova stagione dopo la pausa estiva. La non facile scommessa è trovare una chiave di rilancio che vada bene sia a Roma – in cerca di sempre maggiore flessibilità sui conti pubblici, ora anche sul terremoto – che a Berlino, dove Merkel è chiamata al voto delle prossime legislative e l’opinione pubblica fa fatica a digerire il pressing anti-rigorista del governo italiano.

Di certo non è Maranello la sede adatta a decidere quanta nuova flessibilità europea spetti all’Italia ora che deve fronteggiare anche le spese per l’emergenza e la ricostruzione nelle zone terremotate del centro Italia. Soprattutto se a Renzi interessa scorporare l’intero progetto ‘Casa Italia’ dal patto di flessibilità e crescita, da qui agli anni a venire. Deciderà la Commissione europea, che vorrebbe concedere flessibilità solo per le spese immediate legate all’emergenza. Ma di certo domani a Maranello inizia una trattativa che segnerà i rapporti diplomatici europei per i prossimi mesi.

L’Huffington Post