Terremoto, De Vincenti: “Paesi colpiti saranno ricostruiti come erano”

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“Noi condividiamo il sentimento delle popolazioni colpite che vogliono poter rimanere radicate sul proprio territorio. I comuni colpiti, i centri abitati, devono essere ricostruiti così come erano, naturalmente saranno più sicuri”, ma “andranno mantenute intatte la tradizione culturale e le radici delle comunità locali. Per far questo, abbiamo bisogno di un percorso di scelte condivise con le comunità e le istituzioni locali”. Così ilsottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, al termine della riunione a palazzo Chigi tra il governo e i presidenti delle regioni investite dal terremoto.

“La migliore garanzia” per il futuro “è ciò che faremo. Adesso viene la fase in cui giorno dopo giorno dobbiamo ricostruire il futuro di queste comunità colpite dal sisma, all’insegna della loro identità e del loro radicamento”, ha poi aggiunto ribadendo che “il primo segnale forte e concreto che vogliamo dare è la riapertura dell’attività scolastica. Puntiamo a riaprire il prima possibile le scuole”.

“La riunione – ha continuato De Vincenti – si è aperta con la condivisione del dolore per quanto è accaduto e con un sentimento di forte gratitudine verso tutto il personale della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, e di tutti i volontari che sono accorsi ad aiutare. E’ stata fatta un’opera straordinaria che ha portato al salvataggio di tante vite umane che è risultato importantissimo, anche se non cancella il dolore per le vite che sono andate perdute”.

Alla riunione tra il governo e i presidenti delle regioni, presieduto dal premier Matteo Renzi, hanno partecipato, oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e al capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, il presidente della giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti, delle Marche Luca Ceriscioli, dell’Umbria Catiuscia Marini e dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso.

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