Tavecchio sospeso, Malagò: ”Niente ipocrisia, chi ha votato lo sapeva”

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Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta la vicenda dei sei mesi di stop a Carlo Tavecchio decisi ieri dall’Uefa dopo le frasi razziste del presidente della Figc. E cita Pallotta, presidente della Roma, come esempio di stile da seguire.

“TUTTI SAPEVANO TUTTO” –“La vicenda Tavecchio? Chi stava nell’ambiente sapeva perfettamente cosa sarebbe successo – dice Malagò – . Ho letto varie dichiarazioni e mi sento di condividere chi dice: ‘tutti sapevano tutto’, e questi ‘tuttì sono quelli che sono andati al voto e che, malgrado sapessero che questo sarebbe successo, hanno ritenuto che era giusto votare per Tavecchio. La domanda va girata a queste persone”.

“ELEZIONE DEMOCRATICA” – “L’elezione è stata assolutamente democratica, evidentemente non hanno ritenuto che il fatto potesse essere penalizzante per il prosieguo dell’attività di Tavecchio – continua il presidente del Coni -. Io come presidente del Coni di questa cosa, può piacere o meno, ne devo solo prendere atto perché il Coni può intervenire se una elezione non è stata regolare, se ci sono delle gestioni non fatte bene, per problemi di natura finanziaria, se non funziona la giustizia sportiva, per tutto il resto dobbiamo prenderne atto senza essere falsi”.

“IL PROBLEMA E’ DI IMMAGINE” –
La decisione annunciata ieri dalla Uefa “non penso possa indebolire il calcio italiano, c’è un problema di immagine ma si tratta di un prezzo che nel mondo del calcio tutti sapevano perfettamente. Questa situazione è la conclusione della famosa frase, adesso quello che conta è fare bene e proseguire in quel percorso che è stato annunciato”, ha detto Malagò.

“DA PALLOTTA LEZIONE DI STILE” –
Malagò infine cita il presidente della Roma come esempio da seguire: “Stamattina ho letto le dichiarazioni del presidente della Roma, James Pallotta. Applausi sotto tutti i punti di vista, devo dire una lezione di stile”. Il numero uno giallorosso, nel tentativo di smorzare gli animi dopo le polemiche seguite a Juve-Roma di domenica scorsa, aveva detto “Dovremmo fare tutti un respiro profondo e calmarci un po’”. Il numero uno del Coni lega le polemiche alla mancanza di cultura sportiva, che poi ha generato anche interrogazioni parlamentari: “E’ l’Italia, lo sapete – specifica Malagò -, dico dal primo giorno che siamo un Paese dalla scarsissima cultura sportiva. E non essendoci delle fondamenta di cultura sportiva, tutti si sentono legittimati a pensare male, a sospettare, a congiure, a comportamenti scorretti”. “Questo è il risultato – conclude – probabilmente credo che in un Paese molto evoluto come Inghilterra non ci sarebbero state questo tipo di situazioni, forse in Inghilterra sono abituati in modo diverso”. Anche per questo, secondo Malagò, “non credo sia un caso che Pallotta non sia italiano…”.

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